La Ragazza Della Porta Accanto

Luke Greenfield, Usa, 2004, 100 min.

Trama: Storia di Matthew (Emile Hirsch), studente modello all’ultimo anno di liceo, la cui vita è messa sottosopra dall’arrivo di Danielle (Elisha Cuthbert), sua vicina di casa.  Il ragazzo (poerino) se ne innamora perdutamente, e anche la bimba pare non disdegnare le attenzioni e i modi, seppur goffi, che Matthew le riserva. Tutto sembra andare per il meglio, ma Danielle nasconde un segreto: è un astro nascente del porno.

Il Film: L’America è il paese dei teen-movie. Da quelli ambientati nei college (vedi Amercian Pie e simili) ai film liceali, ai telefilm per teenagers, ai telefilm nei licei, ai telefilm nei licei sui teenagers che guardano film sui teenagers. Ce ne sono decine di film che parlano della vita dei ragazzi nelle scuole, alcuni fanno cacare, altri se la cavano (ma fanno ugualmente cacare) , altri, invece, escono dal gruppo per qualcosa di diverso, fermo restando che il classico “ballo della scuola” è un elemento imprescindibile, non può mai mancare, un po’ come il “fottuto bastardo” o “brutto sacco di merda!” nei film d’azione made in US. Comunque, “La ragazza della porta accanto” appartiene a quest’ultimo gruppo.  Intendiamoci,  non siamo di fronte a una rivoluzione epocale nel genere, però almeno la storia è un po’ diversa dal solito, e questo basta, quando si ha a che fare con commedie semplici e senza pretese. In tutto questo, le critiche nate all’uscita del film sul fatto che il tema della pornografia fosse trattato in maniera non adeguata per un pubblico giovane, sono veramente ridicole e il perché ve lo dico subito: i ragazzi non hanno bisogno di guardare questo film per entrare “in contatto” con il mondo del porno. C’è già un modo. Lo sapete tutti qual è.

Come avete letto sopra, la trama è quella che è  e gli attori sono quello che sono: Emile Hirsch l’ho visto meglio in altre pellicole (cioè meno ridicolmente scarso al limite dell’arresto) e la Elisha bella, bella e…mmmh..boh…lo ammetto, non sono stato granché attento a come ha recitato (ha tante altre qualità neanche troppo nascoste). Tenetevi forte. Per qualche motivo, sconosciuto tuttora anche a me, mi è piaciuto. Saranno state quelle due-tre scene da bollino rovente..

Nota a margine: è un sacrilegio, un delitto capitale, infilare nel finale del film, come colonna sonora, una splendida canzone degli Who, che ora sarà associata per sempre al film.

 Voto: 6. A prima vista può sembrare un filmetto semplice, ma sono sicuro che se lo si guarda per bene, oltre alla solita retorica buonista americana sul credere in se stessi e nelle proprie possibilità, no vabbè,  rimarrà comunque un filmetto semplice.

Vitellozzo

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