Fragile

Yes, 1971

Progressive rock, rock psichedelico, sinfonico, le definizioni possono essere tante ma fondamentalmente tutte inutili. Sono gli Yes, musica vera.
A due anni dall’esordio, arrivano nel ‘71 già al loro quarto album (perché una volta si produceva tanto, non a scopi commerciali, ma perché i gruppi creavano tanto), e si presentano con un decisivo cambio di formazione: alle tastiere c’è Rick Wakeman, che farà fare il salto di qualità alla band.Il resto del gruppo è formato da Jon Anderson, cantante e autore, Steve Howe alla chitarra, Bill Bruford, batterista, e Chris Squire, tra i migliori bassisti di sempre. Wakeman aggiungerà al gruppo quelle melodie che trasportano l’ascoltatore attraverso tutto il brano, offrendo cambi di ritmo continui e grandi scambi tra tastiera e chitarra. Secondo me lui si gioca il primo posto alle tastiere con Keith Emerson degli ELP, e Jon Lord dei Deep Purple.

La grandezza dell’album si capisce dalla prima traccia, Roundabout, 8minuti e 30 di perfezione. Capita che spesso il basso sia coperto dagli altri strumenti, ma qui Chris Squire lo fa suonare veramente forte, aiutando il ritmo coinvolgente. Un grandissimo pezzo. Secondo brano, Cans And Brahms, assolo di organo di Wakeman che riprende una sinfonia di Brahms. Eh ma proprio il ragazzo non sa suonare.Quando un album è composto bene lo vedi dalle piccole cose: al pezzo We Have Heaven, di cui è facile intuire l’atmosfera, segue South Side Of The Sky che, per sottolineare un cambio di umore, inizia con i suoni di una tempesta, vento, tuoni, e batteria, e prosegue restando su un rock più aggressivo. Altri tre pezzi degni di nota sono The Fish (Shindleria Praematurus) per gli effetti sonori di un altro pianeta, Mood For A Day, arpeggio alla chitarra di Steve Howe elegantissimo, e infine la traccia che chiude l’album: Heart Of The Sunrise, la canzone più complessa, che sfrutta circa undici minuti con una grande carica che solo grandi musicisti possono gestire.

Vorrei sottolineare come l’album sia composto da brani che durano 8, 9, 10 minuti, e altri di 2, 1, o 30 secondi, tempi che oggi sono impensabili per il mercato, della serie cazzo ce ne frega della radio…o forse una volta anche in radio davano la Musica. Con questo album inizia inoltre la collaborazione con il pittore Roger Dean, che per quanto io odi il genere fantasy cosmico, trovo perfetto per le copertine e le atmosfere degli Yes.

Capitano Quint

1.Roundabout 8:30

2.Cans and Brahms 1:38

3.We Have Heaven 1:40

4.South Side of the Sky 8:02

5.Five Per Cent for Nothing 0:35

6.Long Distance Runaround 3:30

7.The Fish (Schindleria Praematurus) 2:39

8.Mood for a Day 3:00

9.Heart of the Sunrise 11:27

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Archiviato in 70's, Musica

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