Se Mi Lasci Ti Cancello

Michel Gondry, USA, 2004, 108min

Trama:  Joel (Jim Carrey) conosce e si innamora di Clementine (Kate Winslet); i due hanno una relazione che dopo un po’ termina per incompatibilità caratteriale. Clementine decide di rivolgersi ad un dottore ed i suoi assistenti (Tom Wilkinson, Elijah Wood, Kirsten Dunst), in grado di cancellare i ricordi dalla mente di una persona. Joel torna da Clementine ma lei non lo riconosce, come se non l’avesse mai visto. Scoperta la clinica anche Joel decide di sottoporsi al trattamento, ma il viaggio all’interno della sua mente si rivelerà più complicato del previsto.

Il Film: inizio con uno sfogo personale. Il titolo originale è Eternal Sunshine Of The Spotless Mind, ed è ripreso da un verso di una poesia del ‘700 di Alexander Pope. Non so di chi è la distribuzione italiana, ma come cazzo si fa a tradurre un verso di una poesia con Se mi lasci ti cancello, dando l’idea di una stupida commedia americana come ce ne sono tante. Chiaramente un titolo di un film non può essere “Eterno splendore della mente immacolata”, ma il fatto è che non c’è bisogno della vostra cazzo di interpretazione a scopi di propaganda commerciale. Il titolo c’è, lasciate quello.

Comunque, il film: Jim Carrey dà ancora una prova come attore drammatico, risultando credibilissimo ad alti livelli. Kate Winslet brava e bella come sempre anche con i capelli blu o arancioni. Questo è un bel film, che scava all’interno dei ricordi legandoli ai sentimenti veri, entrando nella mente del protagonista per arrivare alla semplicità e istintività delle emozioni. Non come quella cacata di Inception, dove l’interno della mente è visto con megaeffettoni su scenari computerizzati infiniti senza poi spiegare niente, senza avere un minimo di logica.

Belle le sequenze della cancellazione dei ricordi, un dissolversi a volte delicato, a volte violento, che lascia Joel in una gran solitudine, come in un corridoio buio e spoglio. Musiche di Jon Brion splendide, un musicista molto raffinato che qui accompagna benissimo la storia, avvalendosi anche della collaborazione di Beck e dell’Electric Light Orchestra. E finalmente una voce fuoricampo non invasiva, ma piacevole nella sua malinconia.

C’è un finale che lascia sì spazio al lieto fine, ma che forse è più profondo, e non così rose e fiori. E’ meglio dirsi tutto e compromettere un rapporto, o sopportare qualcosa per fare andar bene le cose? Non fermiamoci a ah bene si rimettono insieme, l’amore vince su tutto, e vissero felici e contenti, altrimenti si giustificherebbe l’orrenda traduzione del titolo da stupida commedia americana per lo stupido pubblico italiano.

Voto 7/8  Oscar per la miglior sceneggiatura originale (Charlie Kaufman) e svariati altri premi. Costato un ottavo e ha guadagnato meno di un decimo di Inception. E in più c’è Jim Carrey.

Capitano Quint

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