Bronson

Nicolas Winding Refn, 2008, UK, 92minuti

Trama: E’ una sorta di biografia di Michael Gordon Peterson, soprannominato Charles Bronson, il detenuto più famoso e violento del Regno Unito, che ha trascorso 34 anni della sua vita in carcere, di cui 30 in isolamento, prima di essere condannato all’ergastolo per i suoi ripetuti atti di violenza. La trama è sostanzialmente il racconto della sua vita, dalla nascita, ai combattimenti clandestini, alle risse in carcere.

Il Film: La storia è accompagnata dalla narrazione di Bronson al centro di un palcoscenico, truccato da clown. Si immagina di vivere così la sua notorietà ottenuta negli anni: tutti gli occhi puntati su di lui, il detenuto più celebre d’Inghilterra. Questo permette al regista di distinguersi dai soliti film sulle prigioni, il tema non è il rapporto tra lui e la detenzione, ma tra lui e la violenza, che è parte di sé e ne condiziona l’intera vita. Un rapporto unico, Bronson prova anche a allontanarsi da quel mondo, trova una ragazza, tenta un invano percorso di sfogo con l’arte, ma non ce la fa: è più forte di lui, la violenza è il suo mezzo di espressione, le risse e il carcere sono lo scenario.
Ma il film non è un’esaltazione del sangue e dei combattimenti, c’è di più, il protagonista è messo al centro della storia, come fosse in prima persona, inquadrato nel contesto di quella Inghilterra degli anni 70 che sembra tanto vera tra sporcizia e crimine.

Tom Hardy, così trasformato fisicamente, è superlativo nella recitazione, secondo me è veramente uno dei più bravi attori della nuova generazione, ed ha interagito con il vero Bronson per entrare al meglio nel personaggio. Bella la fotografia, e ottime le scelte musicali che alternano l’elettronica (gran pezzo dei Glass Candy – Digital Versicolor), ai New Order, e a Verdi, Wagner, e Puccini.

Con questo film, Valhalla Rising, e Drive, Nicolas Winding Refn si candida ad essere uno dei migliori registi degli ultimi 10anni, e speriamo che continui a mantenere questo stile così personale, e così efficace. Il film è una  b o m b a.

Voto 8: In Italia è stato distribuito con 3 anni di ritardo, dopo che il regista aveva ottenuto riconoscimenti con il suo ultimo lavoro Drive. Ma d’altra parte a noi i bei film fanno schifo, meglio vedere cosa ne pensa il resto del mondo, e poi decidere se farli uscire, soprattutto se c’è un po’ di violenza (un po’ tanta, ma mai splatter).

 Capitano Quint

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7 commenti

Archiviato in drammatico, Film

7 risposte a “Bronson

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  2. mantaor

    Complimenti per la recensione, la condivido al 1 0 0 %. Conoscevo già gli altri 2 ed è sempre bello leggere che qualcun’altro la pensa come te. Good job.

  3. mantaor

    Purtroppo è possibile. Basta che prendi una major che gli riempia anche il xxlo di dollari per fargli fare un film adatto, o per meglio dire, comprensibile al grande pubblico. Di esempi simili ne potremmo fare tanti. Ovviamente, spero di essere smentito.

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