Videodrome

David Cronenberg. 1983, Can, 89min

Trama: James Woods interpreta Max Renn, il proprietario di una televisione specializzata di fatto in film porno e di violenza. Scopre però le frequenze di una rete che, per pochissimi secondi, trasmette immagini reali di torture su persone, interrompendo poi il segnale. Max ne rimane folgorato immediatamente. Entra in contatto con Nicki Brand, con la quale intraprende una sorta di relazione, e con il professor O’Blivion, che inizialmente sembra essere a capo di quelle trasmissioni, chiamate Videodrome,  che provocano allucinazioni talmente forti da sembrare reali. Sono queste allucinazioni a cambiare il fisico e la mente di Max, che cercherà di scoprire cosa c’è dietro, tra omicidi e un complotto in cui passa da vittima a complice.

Il Film: Il regista Cronenberg firma anche soggetto e sceneggiatura, dimostrandosi un veggente. Il film esce nel 1983, 30 anni fa, e immagina un mondo dominato dalla televisione, dove gli spettatori sono completamente influenzati da essa, tanto da convincersi che la realtà è quella dentro allo schermo. La scena di Max che guarda la cassetta (sempre bello ricordare i vhs e i videoregistratori) è un emblema degli effetti speciali anni 80. La bellissima Nicki (la supersexy Debbie Harry dei Blondie) chiama Max verso la televisione, che si gonfia con i respiri, escono vene dalla plastica, ed infine esce l’immagine delle labbra enormi nelle quali lui immerge la testa. Da lì in poi il corpo di Max inizierà a mutare, squarci nell’addome, la mano deformata che si fonde con la pistola, tutto il trucido possibile per sottolineare la totale assuefazione alla macchina. Una fusione definita “carne nuova”. Ma sono le piccole cose a rendere geniale il film. Ad esempio all’inizio si crede che Videodrome venga trasmesso dal sud-est asiatico, ma invece si scopre avere sede negli Usa, come se si cercasse di convincersi che il peggio della società sia molto lontano da noi, quando invece è accanto a noi o siamo noi stessi. Dietro a Videodrome non c’è un vecchio pazzo, ma in realtà una grande azienda multinazionale, che controlla, con le trasmissioni, le menti di milioni di spettatori alla ricerca solo di eccitazioni di ogni tipo, sotto forma di prodotto commerciale (abbastanza attuale), non a caso Nicki si chiama Brand, come un marchio commerciale.

Max tenta di ribellarsi al sistema in cui è intrappolato, ma la conclusione può essere solo una: dopo aver visto in televisione la sua immagine che si punta la pistola alla tempia e si uccide, non può far altro che seguire alla lettera cioè che la trasmissione ha previsto per lui, inneggiando a “gloria e vita alla nuova carne”. Perché Videodrome non finisce uccidendosi, Videodrome è insidiato nella società di cui facciamo parte, Videodrome siamo noi che guardiamo la pubblicità, che guardiamo ogni tipo di schermo, che ci facciamo influenzare da tutto quello che vediamo o che crediamo di vedere.

Voto: 8: Visionario, attuale, Cronenberg. Per favore nessun remake.

Capitano Quint

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3 commenti

Archiviato in fantascienza, Film, horror

3 risposte a “Videodrome

  1. Pingback: La Promessa dell’Assassino | cazzochevento

  2. Lo visto tanti anni fa e mi era piaciuto molto , con grande fantasia molto inquietante

  3. Pingback: L’inutilità della stagione 2013 | cazzochevento

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