A/R Andata + Ritorno

Marco Ponti, Ita, 2004, 96 min.

Trama: Torino. Le vite di Dante (Libero De Rienzo), fattorino dalla vita miserabile, e Nina (Vanessa Incontrada), hostess di linea, s’incontrano per uno scherzo del destino. S’innescherà una serie di dinamiche che porteranno…mmh, che porteranno a una cagata colossale di film.

Il Film: Non so neanche da dove cominciare. E’ una merda. Uso una battuta della sceneggiatura per rendere meglio l’idea: “Come ti senti?” – “Come se mi fosse sceso il cervello nel culo”. Più o meno mi sento così dopo averlo visto.  L’intento è di demolirlo senza pietà, il che sarebbe piuttosto divertente, ma in pratica si demolisce da solo. Sulla carta (igienica) è una commedia, solo su quella però, perché c’è la storia d’amore, assolutamente surreale, e poi un furto “collettivo” da compiere per restituire dei soldi a dei cattivi, sullo stile di Ocean’s Eleven, tanto per non farci mancare nulla, della serie buttiamo dentro un po’ di tutto così si guarda di accontentare più gente possibile. Se poi alla fine diventano tutti superricchi tanto meglio. Roba da pazzi. E poi si parla di rinascita della commedia in Italia, ma smettetela di ragionare d’aria fritta e ricominciate a scrivere storie credibili, che così si va poco lontano.

Leviamoci il dente subito, vi dico gli unici due elementi positivi del film: il primo è De Rienzo – in questo caso sono assolutamente di parte – che nel ruolo di quello sfavato coi problemi, che prende tutto sottogamba con sarcasmo e cinismo, mi garba sempre tanto. Il secondo, strano a dirsi, l’Incontrada, ma non perché recita bene (in realtà non recita), solo perché ci sta bene, è bellina da vedere. Basta. Questi erano gli elementi positivi. Troppo pochi. Ah sì, per i fan più sfegatati, c’è anche Kabir Bedi. Alé.

Andiamo con ordine. Lei è una hostess, che rimane bloccata a Torino per un mega-sciopero generale, non potendo così ripartire per la Spagna. Ora, possibile che non ci sia nemmeno un posto libero in nessun albergo/bed&breakfast/ostello/eventuali amici, insomma nulla, e che l’unica possibilità sia di andare a stare in un appartamento di uno che non hai mai visto (De Rienzo, che è partito), in un quartiere malavitoso e sudicio, portata lì da un fattorino dell’albergo conosciuto dieci minuti prima? Ancora però siamo lontani dall’apoteosi, sennò sarebbe solo un film brutto, invece va oltre. Questa disperata si sistema li. Uno penserà “vabbè è una sistemazione di fortuna, poi andrà via”.  Sì, poerino. Questa, non sapendo cosa fare, piglia e sistema la casa, la ridipinge tutta, la riordina, si mette a leggere i diari di De Rienzo (ma quanto dura questo sciopero?), e, udite udite, s’innamora di lui, così, di botto, s’innamora sulla parola, senza averlo mai conosciuto. Ma non è finita. Quando lui torna a casa, non si accorge di nulla – cambiamenti inclusi – si mette a letto, e bum, lei si gira lo vede e trombano come ricci. E’ normale, no? Io torno a casa, la sera, mezzo sbronzo, mi infilo il pigiamino, entro a letto e mi fo la Vanessa, senza chiedermi che cazzo ci faccia, nulla, così. De Rienzo però è scappato per un motivo, deve rendere dei soldi che non ha a dei criminali di quartiere, che son tutti torinesi, sembrano un gruppo di scout in gita, fanno i duri tanto per fare, i criminali folcloristici che non sparano mai, che non picchiano mai, che alla fine lo prendono anche in tasca perdendo tutti i loro soldi, con la coda tra le gambe. Come fa il nostro eroe a recuperare i dindi (25.000 euro) per pagare questi qui? Semplice, si fa aiutare dagli amici, tutti bravi ragazzi, ricettatori e mezzi criminali. Ovviamente lo aiuta anche lei, hostess nei giorni feriali, che si riscopre ladra durante gli scioperi. Conosci uno da due dico due giorni e per fargli piacere lo aiuti in un furto. Ditemi voi se è normale. Ditemelo. Ovviamente c’è una cassaforte da scassinare (soldi dello stesso strozzino criminale che rivuole i 25.000); a chi chiedere consiglio se non al caro babbino rinchiuso in carcere per furto, uno sprecato Remo Girone che la prende easy, come se fosse una cosa normale che il figlio sia criminale?

Insomma, alla fine, tutto si mette a posto, il furto riesce, il ganzo paga i criminali (con i loro stessi soldi, a loro insaputa), il colpo “frutta” più di quello che ci si aspettava (200.000 euro a cranio). I criminali, gabbati dalla banda improvvisata, penseranno di essere stati derubati da dei terroristi islamici (comunissimi a Torino). Ora, direte, manca solo la scena di loro due che se la godono, magari in un posto esotico, sempre trombando come ricci. Invece no! Incredibile fino alla fine. Lei prende, e appena finisce lo sciopero, se ne va. 

Io sto ancora smascellando. Non mi sono ripreso dallo shock. Film Assurdo. Mai vista una roba così.

 Voto: 3. Con Santa Maradona  Ponti non mi era dispiaciuto, anzi. Ma qui siamo alla frutta, film orribile. Come se non bastasse la merda del film, il regista ha pensato bene di metterci due/tre battute sul Governo di quel periodo (Berlusconi) e sulla situazione politica (guerra in Iraq, armi di distruzione di massa), che fa sempre radical chic (shit); non ho ancora capito il senso. Non ho ancora capito se Ponti sia un regista.

Vitellozzo.

 

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Archiviato in azione, commedia, Film

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