This Is England

Shane Meadows, 2006, UK, 101min

Trama: Shaun è un ragazzino di 13 anni, spesso vittima dei bulli. Un gruppo di ragazzi più grandi, skinheads, decide di aiutarlo facendogli passare un po’ di tempo con loro. Shaun si diverte e rimane influenzato dalla moda e dal comportamento spensierato dei nuovi amici. Il clima cambia quando esce dal carcere Combo, uno skinhead nazionalista che spaccherà il gruppo con le sue idee radicali e violente.

Il Film: Il cinema inglese ci dà una prova della sua forza ancora una volta, raccontandoci alla perfezione l’Inghilterra dei primi anni ’80, gli anni della Thatcher , della guerra nelle Falkland, e di una generazione di ragazzi emarginati dalla società che vivono la loro vita tra disoccupazione e delinquenza, con spirito di gruppo e illusioni rivoluzionarie. Il tutto visto con gli occhi di un bambino che si ritrova a vivere le sue prime esperienze con amici, skins più per cultura sociale che per ideali politici, con ragazze più grandi, e con un po’ di atti vandalici. Almeno finché non arriva Combo (un bravissimo Stephen Graham), che vuole assoldare i ragazzi per un’utopica rivolta mirata a far tornare l’Inghilterra alle glorie di un tempo, combattendo contro le istituzioni e gli immigrati. Il film cambia proprio registro, passando dalla tranquillità di un gruppo di ragazzi, al clima teso delle idee radicali dei nazionalisti. Idee che investono Shaun, stimolato da Combo sulla morte del padre nella guerra delle Falkland, morto inutilmente per un paese che non merita il valore dei suoi soldati. Le immagini vere di repertorio di quegli anni scorrono splendidamente all’inizio e alla fine immergendoci in quel clima di tensione. Il ragazzo si lascia coinvolgere dal razzismo e dal carisma del nuovo arrivato, fino a quando non si arriva al tragico pestaggio di uno dei componenti del gruppo. Troppo per un ragazzino che capisce le illusioni delle idee politiche e la realtà di una vita amara.

Personaggi descritti e caratterizzati molto bene, uno su tutti Combo, che dopo tanti atti di violenza, si ritrova da solo in macchina a piangere per amore, e a piangere nuovamente dopo aver quasi ammazzato un ragazzo di colore, mostrandoci tutta la fragilità di un’armatura che si era costruito in nome della bandiera inglese, ma che crolla miseramente. Musiche adeguate tra rock inglese e il pianoforte di Einaudi, per poi chiudere con il giusto e  struggente finale accompagnato da una bellissima cover acustica di Please Please Please Let Me Get What I Want degli Smiths. Film perfetto. Il cinema inglese riesce a raccontare la vita della gente comune, come nessun altro al mondo, con semplicità, con il linguaggio che è volgare perché è vero, con un realismo, che qui in Italia abbiamo perso tra commedie commerciali e amori caramellati.

Voto: 8. Ha vinto premi come miglior film indipendente, miglior film britannico, e miglior film europeo. E in Italia esce con 5 anni di ritardo, continuiamo così…

Capitano Quint

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