Una Vita Tranquilla

Claudio Cupellini, 2010, Ita, 105min

Trama: Rosario è un emigrato italiano in Germania. Qui, ormai da diversi anni, trascorre la sua vita con la moglie tedesca e un figlio piccolo, gestendo un ristorante. L’arrivo di due ragazzi italiani sconvolge la sua vita, facendo riemergere violentemente il suo passato.

Il Film: Sul “non si può scappare dal passato”, di film ne sono stati fatti tanti (uno su tutti A History of Violence, di Cronenberg, ma non voglio bestemmiare nominando il maestro). Vedere un film serio a riguardo in Italia, è molto più raro. Soprattutto se tenta di lasciare da parte drammaticità emotive tipiche del cinema italiano, a favore di un clima noir abbastanza efficace (ci prova, ma non sempre ci riesce). Il regista Cupellini unisce a questo clima, definito da una bella fotografia delle cupe atmosfere di boschi tedeschi, un Toni Servillo serio e drammatico, che si ritrova ancora una volta ad avere a che fare con la camorra.

I due ragazzi campani infatti, si recano in Germania per compiere un omicidio, la vittima è un dirigente di un’aziende che a breve avrebbe firmato un accordo per lo smaltimento dei rifiuti provenienti dal sud Italia, intralciando quindi le attività della mafia. Ma uno dei due giovani conosce Rosario, e vuole rivederlo dopo tanti anni: il loro rapporto all’inizio non è così chiaro, ma piano piano, con i giusti tempi, emerge la verità legata al passato di Rosario. Il film è ben fatto, e non per forza ogni volta che si parla di camorra bisogna ritrovare qualcosa di  Gomorra di Garrone, ma purtroppo a volte cala di livello, con evitabili confessioni (sul letto di morte di un prete), e inutili stereotipi del tamarro italiano che becca la ragazza tedesca e fa a botte in un pub, che però non sono così fastidiosi, e sicuramente vengono sovrastati da scene ben più profonde e dalle atmosfere molto tese. Tralasciamo anche il fatto che si seguano meglio i dialoghi in tedesco di quelli in napoletano, perché la loro incomprensibilità può servire a descrivere meglio le condizioni di isolamento e solitudine che un uomo si ritrova a vivere quando decide di cambiare vita scappando in un altro paese. Gli ultimi 20 minuti sono agghiaccianti, carichi di adrenalina e angoscia, fino al triste finale che purtroppo sembra così vero e realmente possibile. Una bella storia, tanti temi trattati, un deleterio rapporto tra padre e figlio, che si perdono, ritrovano, e riperdono a causa della loro scelta di vita: la camorra.

Voto 7.5 Sarebbe bello se il cinema italiano fosse un po’ più come questo film, pieno di contenuti. E invece ci becchiamo Benvenuti al Sud

Capitano Quint

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2 commenti

Archiviato in drammatico, Film

2 risposte a “Una Vita Tranquilla

  1. KnockOut

    Grande film: intenso e ben fatto. E poi c’é Servillo che, da solo, vale tutti i 7 punti e mezzo(se non 8)

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