Skid Row

Skid Row, 1989, Atlantic Records.

Oggi è sempre più difficile trovare in televisione un video di qualche hair-rock band anni ’80. Mi sembra quasi che la storia musicale recente voglia dimenticarsi di quella che secondo me è stata una parentesi felice, oltre che fenomeno culturale e di costume, periodo musicale che ha caratterizzato un epoca in maniera talmente marcata, che quasi ci si vergogna nel dire: il glam-metal spaccava. E alla grande. Ma visto che tendiamo a rivalutare qualsiasi evento sempre con il senno di poi, la gente con il senno di poi dice “eh si, ma la musica anni 80 per un buon 90% era spazzatura” e sempre con il senno di poi, “con quei capelli cotonati, tutti truccati come dei viados, fanno tenerezza” o anche “ma questo non è rock”. Sempre con il famoso senno, voglio rendere un po’ di giustizia a uno di questi gruppi, che – nonostante la breve durata – ha sfornato diversi grandi, grandissimi, pezzi: di merda, quelli che pensano che gli Skid Row non spaccassero i’culo.

Il significato del nome dell’album dice tutto: Skid Row, strada urbana malandata, decadente e in rovina, popolata da poveracci, alcolizzati e drogati. Questa band è uno degli ultimi squilli di tromba della stagione gloriosa e decisamente folle delle suddette hair band anni ’80 (ci metto anche i Motley Crue e i Poison, seppur di qualche gradino sopra, anche a livello di successo commerciale). Piccolo inciso: rispetto al nulla cosmico della scena musicale odierna – assenza totale di “personaggi rock incredibili” e “acconciature irragionevoli” – riesco solo a provare tanta amarezza, quella di non aver visto nemmeno un concerto dal vivo del genere, quei concerti con musiche corali da stadio, e tanta tanta fffffffoga. Skid Row è l’album d’esordio della band, che completa la sua formazione dopo un travaglio durato diversi mesi (non si trovava il frontman): Dave Sabo alla chitarra (“The Snake” per gli amici, soprannome immenso) e Rachel Bolan al basso, Rob Affuso alla batteria, Scotti Hill seconda chitarra e Sebastian Bach alla voce. Tracce grezze e aggressive, belle potenti, arricchite da Bach, che c’ha una voce da seghe, e che vedono la collaborazione e il sostegno di Bon Jovi – amico da sempre di Sabo – il quale ha dato un apporto decisivo per il successo del disco (quando si dice le amicizie ragguardevoli).

Si parte subito forte con Big Guns, dove Bach ci ricorda che i piaceri della rockstar non si fermano alla sola musica. Tema ripreso anche in Can’t Stand The Heartache e Sweet Little Sister, che possono essere prese ad esempio come “canzoni pilota” dello stile Skid Row: testi semplici e “leggeri”, musica negli schemi, schitarrate sudice a nastro, ritornelli orecchiabili, quasi pop, elementi che insieme creano una musica “corale” di massa, una musica che te la fa prendere bene (se siete cultori delle hair band te la fa prendere benissimo). Atmosfera festaiola e attaccabrighe con Piece Of Me – Sleazin’ in the city /Lookin’ for a fight / Got my heels and lookin’ pretty / On a Saturday night, night, night; aria che diventa più tranquilla, più profonda, ma ugualmente carica di tensione e rabbia con 18 And Life (uno dei pezzi migliori del gruppo): he married trouble and had a courtship with a gun/Bang Bang Shoot’em up, The party never ends. You can’t think of dying when the bottle’s your best friend . Tra le altre tracce dell’album, menzione speciale per Here I Am (close you eyes and i’ll be Superman!) e Remenber Me: l’unica ballad del disco in cui Bach canta evidentemente a palle strette. Midnight/Tornado mi foga sempre tanto, penso basti questo. Inutile dire che Skid Row è l’album migliore di Sabo e compagni, che agli inizi dei 90s, inizieranno un lento ma inesorabile declino, si salva solo il secondo album Slave To The Grind (1991), che comunque non raggiungerà mai il suo predecessore. Onore a voi, Youth Gone Wild fino alla fine.

Vitellozzo.

  1. Big Guns 3:36
  2. Sweet Little Sister 3:10
  3. Can’t Stand the Heartache 3:24
  4. Piece of Me 2:48
  5. 18 And Life 3:50
  6. Rattlesnake Shake 3:07
  7. Youth Gone Wild  3:18
  8. Here I Am 3:10
  9. Makin’ a Mess 3:38
  10. I Remember You 5:10
  11. Midnight/Tornado 4:17


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