Lei è Troppo per Me

Jim Field Smith, Usa, 2010, 104 min.

Trama: Kirk (Jay Baruchel) lavora come addetto alla sicurezza in aeroporto. E’ il classico nerd, bruttino e impacciato con le donne, dalla vita regolare e tranquilla. Un giorno conosce Molly, (Alice Eve), una donna bellissima e in carriera, proprio al check in dell’aeroporto. Colpita dalla gentilezza di Kirk (le riporta il cellulare che la ragazza aveva lasciato per sbaglio al controllo), Molly lo invita a uscire. Dopo una cena romantica, i due si mettono insieme, nonostante le perplessità suscitate da amici e familiari della coppia. Le differenze tra i due però sono troppo evidenti: riusciranno a far funzionare la loro storia?

Il Film: La storia è banale, o meglio, surreale: ragazzi, non fatevi illusioni, non esiste nella vita che una come Alice Eve s’innamori di uno come Kirk (strana e inquietante somiglianza con Bip Bip Ballerina, questa segnatevela). La storia della fica, delusa dai precedenti partner (super belli anche loro), decide di dare una chance a un povero disperato a caso (le bastano dieci minuti di conoscenza per decidere di invitarlo a cena) non è pensabile, se non appunto in una pellicola. Solo in un film, infatti, si può credere che una roba così funzioni e si realizzi; ma, a conti fatti, a questo servono i film, a farti sperare che i sogni esistano, anche solo per centoquattro minuti. Per quanto riguarda gli attori, nulla da segnalare, nel senso che non ne ho visti, di attori.

Il finale è scontato: essendo una commedia romantica nulla di strano, è scusabile e normale che ci sia un lieto fine (anche se qualche disavventura in più per il giovane Kirk sarebbe stata gradita e avrebbe sicuramente migliorato il film). Nonostante le premesse non siano troppo incoraggianti, devo dirvelo, il film non mi è dispiaciuto, anzi. Possiamo dire quello che ci pare, ma, alla fine della fiera, è sempre una soddisfazione vedere, anche solo in un film, che un povero cazzone riesce, nonostante le difficoltà, a rimorchiare una bionda incredibile. Del resto, come ho detto sopra, nella vita reale questo è un caso che si presenta una volta su dieci milioni (a essere generosi). Al di là di queste considerazioni, il film è divertente, o meglio, si ride in diverse scene, il che non guasta per una commedia. Scusate se è poco. Nota di merito per la scena col cane e con i genitori di lei.

 Voto: 6+. Al suo primo film il regista non l’ha fatta certo fuori dai’vaso. Partendo da un cliché fin troppo abusato nel cinema – nerd che conquista la fica con la semplicità e la simpatia – è riuscito a creare un film godibile, leggero, divertente.

Vitellozzo.

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