SpiderMan

Sam Raimi, 2002, Usa, 121min

Trama: Peter Parker, studente, morso ragno radioattivo, etc etc…

Il Film: covavo fin da bambino l’entusiasmo di un film sull’uomo ragno. Decine e decine di fumetti, lo stupendo cartone animato, e una devozione per l’universo Marvel, avevano fatto crescere in me per anni e anni l’idea che un giorno sarebbe stato possibile ammirare l’incredibile storia di Peter sul grande schermo. Ma, purtroppo per me, il progetto viene affidato a Sam Raimi. Già il fatto che venga considerato un maestro dell’horror per il film La Casa (1981), mi sembra eccessivo, perché ho trovato il film abbastanza ingenuo. E nel 2009 è tornato all’horror con Drag Me To Hell che fa ancora più pena, perché è peggio de La Casa, e non ha quel trash anni 80 che fa comunque sempre simpatia. Nel mezzo qualche film imbarazzante, come quello sul baseball con Kevin Costner, e un solo merito: aver prodotto le serie tv Hercules e Xena, che comunque hanno regalato gioie.

Tornando a Spider-Man, non ho proprio capito quale sia stata la scelta fatta dal regista, cosa voleva raccontare, perché se voleva attenersi al fumetto ha fallito miseramente, e se voleva creare qualcosa di nuovo ha pisciato di fori dal vaso. Lasciando stare il fastidio che mi davano già da prima Tobey Maguire e Kirsten Dunst, per me assolutamente inadatti a interpretare Peter Parker e Mary Jane Watson, ci sono tanti piccoli particolari che fanno cascare le braccia ad un appassionato del fumetto: ad esempio, cosa fondamentale, le ragnatele non si creano nel corpo di Peter uscendo dalle vene, ma sono frutto dei suoi studi di chimica, create quindi artificialmente, e sparate da apposite cartucciere. Era difficile? Era difficile non fare il costume di Goblin come fosse un cazzo di robot del futuro, ma rispettare il fumetto, e vestirlo con degli stracci e una maschera di gomma? Ma soprattutto, dove cazzo è Gwen Stacy?? Il primo e vero amore di Peter, la bionda tutta sesso che Goblin getta giù dal ponte di New York, e tutti i lettori sanno quanto sia fondamentale il trauma per Peter e quanto sia atroce il sospetto che in realtà sia morta a causa sua, perché, afferrata al volo con la ragnatela, l’improvviso colpo abbia rotto il collo della ragazza. In più tutta la successiva storia d’amore con Mary Jane sarà comunque sempre segnata dal ricordo di Gwen, con tanti momenti in cui la rossa MJ accetta e compatisce il dolore del compagno. Ecco tutti questi “piccoli” dettagli nel film non ci sono, sostituiti da frasi fatte ed esplosioni. E’ qui che Raimi ha fallito, Spider-Man doveva essere un film drammatico, così come Batman dovrebbe essere un noir un po’ horror (cosa che è quasi riuscita a Nolan con Il Cavaliere Oscuro), e così come i Fantastici 4 dovrebbe essere un film di fantascienza. Invece ci ritroviamo tutto un filone di film che ormai appartengono al genere “supereroi”, tutti uguali, identici nella loro banalità, con protagonisti che risolvono sempre tutto, con cattivi che nonostante abbiano le migliori tecnologie perdono sempre e sono sempre più imbranati.

Voto 3: Capisco che Stan Lee e gli altri stiano facendo miliardi vendendo i diritti dei fumetti alle produzioni cinematografiche, però fermateli, non se ne può più, basta.

Capitano Quint

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Archiviato in azione, Film

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