Giuseppe Ti Voglio Bene

Sabato 16 Giugno 2012, a soli 65 anni, è morto dopo una lunga malattia il regista che ha diretto un capolavoro assoluto come Berlinguer Ti Voglio Bene: Giuseppe Bertolucci.  Universalmente ritenuto dalla critica “l’appendice” del più stimato fratello Bernardo, ha quasi sempre vissuto di luce riflessa, senza mai ricevere gli onori che meritava. Ora, per il solo fatto che è esistito qualcuno in grado anche solo di “pensare” a una storia come quella del suddetto film, a dei personaggi che più caratteristici della toscanità più vera  non si può, e a una sceneggiatura che se la gioca con tutte le pellicole di Allen per brillantezza dei dialoghi e crudo pessimismo di fondo, ecco, per tutto questo – e per tutto quello che non ho scritto, Giuseppe – come regista – merita tutto il mio rispetto. E poco importa se la sceneggiatura è anche merito di un certo Roberto Benigni (per me sarà sempre e solo l’immortale Mario Cioni), tanto, quel Roberto lì non esiste più da una decina d’anni a questa parte; ora c’è solo una carcassa che si muove per l’Italia, immagine sbiadita di quella che non ne aveva per nessuno, istituzioni, politici, società dei benpensanti. Dunque, non verrà certo a bubare su questo spazio se non gli rendo giustizia escludendolo dai meriti per il film. Come ho già detto, ora al suo posto c’è solo un cadavere.

Non so se, senza Berlinguer Ti Voglio Bene – e quindi senza la voglia di Bertolucci di scommettere su quel progetto – questo blog sarebbe mai esistito, di sicuro avrebbe avuto un altro nome, e l’unica immagine del sito – escluse le locandine – non sarebbe stata quella attuale, ma una più scialba, una più inutile. Il fatto poi che la pellicola sia stata stroncata dalla critica, ostracizzata dalla classe politica del tempo (DC in primis, oltre al PSI) e distribuita nella maniera più merdosa possibile, per me, accresce solo il suo valore. Con Giuseppe se ne va un altro tassellino del cinema italiano, piccolo piccolo, ma che mi ha regalato momenti difficilmente spiegabili a parole. Non hanno invece avuto troppa difficoltà di sintesi i telegiornali nazionali, che hanno dedicato alla morte di Bertolucci junior trenta secondi scarsi, come se il talento avesse una data di scadenza. Ma sì, meglio venti servizi tutti uguali su come proteggersi dal caldo quando fa caldo, piuttosto che un servizio quasi serio su un pilastrino del nostro cinema. Un pezzettino di cultura che se ne va.

Ciao Giuseppe, e grazie.

Vitellozzo
& Capitano Quint

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