Carnage

Roman Polanski, Fra/Ger/Pol/Spa, 2011, 79 min.

Trama: Due coppie sposate – il duo Jodie Foster/John C.Reilly da un lato e Kate Winslet/Christoph Walts dall’altro – si incontrano nell’appartamento di Brooklyn dei primi per appianare divergenze e riappacificare gli animi in seguito a un fatto increscioso accaduto ai loro figli a scuola: i due ragazzi sono infatti venuti alle mani, con conseguenze poco simpatiche per uno dei due, che ha rimediato denti rotti e diversi giorni di prognosi. Seduti in salotto con caffè e torta di mele in sottofondo, le due coppie – inizialmente propense a trovare una soluzione per far incontrare i ragazzi e spiegare loro lo sbaglio commesso – ben presto diventano nemiche, in una battaglia dialettica che sconvolgerà le dinamiche e gli equilibri delle rispettive famiglie, mettendo in luce le debolezze e l’inadeguatezza di ciascuno di loro.

Il Film: E’ particolare, ma questo è la norma con Polanski. Se la monotonia dell’ambientazione – è girato tutto in una stanza, il salotto – non è stancante, lo si deve tutto ai dialoghi, che sono il vero protagonista del film: frasi brillanti, a volte taglienti come lame, altre volte intrise di cinismo e quasi di cupo pessimismo, recitate nella maniera migliore possibile da quattro attori veri (di cui tre premi Oscar e uno che se lo meriterebbe tutto, C.Reilly). La scintilla che accende le braci sotto la cenere della comune cortesia è provocata dalla Winslet, broker finanziario stressato con poca tenuta di stomaco, la quale non ha niente di meglio di fare che vomitare sui preziosi libri d’arte della signora Longstreet/Foster, scrittrice fallita di un solo libro finito nell’oblio letterario. Le due cominciano a becchettarsi lanciandosi frecciatine dolci/amare col sorriso stampato sulle labbra, mentre i due mariti assistono impotenti/indolenti al logoramento dello scopo per cui le famiglie si sono incontrate, uno troppo impegnato in una conversazione telefonica con una grossa società farmaceutica sull’orlo di uno scandalo (Walts), l’altro un commerciante di maniglie e sciacquoni (Reilly), intento a smussare le esternazioni della moglie, oltre che elogiare la sua ottima torta. Il fatto però, più incisivo nella storia è che quello che all’inizio sembrava uno scontro tra famiglie sui figli, diventa inesorabilmente una guerra tra i sessi, lasciando la questione dei pargoli nel dimenticatoio. Grazie a un ottimo Brandy d’annata (importazione speciale di un amico di Michael Longstreet) la reciproca diffidenza/indifferenza tra i due uomini di casa diventa una specie di sodalizio temporaneo. La sbornia collettiva si allarga poi anche alle donne, permettendo così a entrambe le parti di esternare pensieri nascosti che solo l’alcol in eccesso poteva portare in superficie: Mrs. Longstreet che rinfaccia a uno sguaiato Mr. Longstreet di essere troppo dozzinale, troppo sempliciotto, la Winslet che se la prende col marito perché sta sempre al cellulare e pensa solo al lavoro, e si vendica nel peggiore dei modi possibili: buttandogli il Blackberry nell’acqua. L’occhio implacabile di Polanski ci mostra due coppie che, nascosti sotto uno strato di buone maniere e di regole del buon vivere civile,  alla fine sono più immature dei loro stessi figli, i quali nel finale appianano le divergenze e si riappacificano.

Voto: 7,5. In Italia il film avrebbe meritato qualcosa di più in termini di accoglienza al box-office, ma ormai si sa come funziona, se in un film non c’è almeno Er Cipolla che spara na’cazzata non vale nemmen la pena di vederlo. Va bene così dai.

 Vitellozzo.

Annunci

2 commenti

Archiviato in drammatico, Film

2 risposte a “Carnage

  1. mantaor

    Ma che bel film! Ambientato in una stanza e recitato benissimo dai 4 protagonisti, doppiaggio di ottimo livello. Titolo appropriato e fortunatamente lasciato in inglese. Ps secondo me non va bene così, in Italia c’è un livello culturale medio degli utenti molto basso e vale per il cinema, per la tv, la letteratura, ecc. Scusate se sembro eccessivo.

    • Se fai mangiare a una persona pollo per vent’anni, quando arriva una bistecca non sa neanche cosa sia, non sa cosa fare, ormai si è assuefatto al pollo. Vero è che una volta assaggiata la bistecca può anche continuarti a piacere il pollo. Alla fine oggi credo che la gente sia relativamente libera di scegliere cosa fare, cosa guardare, cosa leggere (che io sappia le librerie sono aperte tutti i giorni se a uno gli venisse la voglia). Credo che la favola dell’utente medio con basso livello di cultura perchè figlio di un sistema che non da la possibilità di scegliere, sia diventata appunto un favola. Non regge più. Se uno vuole, ha un ampio ventaglio di scelta. Quindi, se le commedie italiane recenti fanno sempre il pieno nelle sale – nonostante siano mal recitate e soprattutto narrativamente imbarazzanti – c’è un ragione semplice semplice: piace questo tipo di intrattenimento. Vero è che per il cinema il discorso è un pò diverso, nel senso che il potere vero è in mano delle case di distribuzione; sono loro che decidono cosa valorizzare e cosa scartare, quindi a quali pellicole fare molta/poca pubblicità. Ora, non vorrei passare per quello che guarda solo un certo tipo di film, perchè la mia vagonata di merdate annuali me la guardo (e recensisco) sempre, con piacere. Però dispiace quando un film fatto bene – come può essere questo – non riceve l’accoglienza che meriterebbe.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...