Il Gioiellino

Andrea Molaioli, Ita/Fra, 2011, 110 min.

Trama: La Leda è una società di latte ben avviata e inserita nel tessuto economico italiano, oltre che quotata in Borsa. Tutto bene, case, Lamborghini, Jet, squadre di calcio, fino a quando i soldi negli anni non cominciano a mancare. Ma Ernesto Botta (Toni Servillo), ragioniere della società, non demorde, e quando anche Rastelli (Remo Girone) – il padrone della Leda – non riesce più a trovare investitori e fondi per mandare avanti la baracca – il buon Ernesto decide di gonfiare i bilanci…

Il Film: Mi aspettavo di più. Il riferimento al caso Parmalat è palese, e perdi più voluto/cercato dal regista, su questo siamo tutti d’accordo. Però è proprio qui il problema: è un po’ approssimativo – anzi, togliamo il po’ – molto approssimativo, o meglio molto “italiano”. Mi spiego meglio. Se da una parte il rischio di fare un film non tanto per raccontare una storia, ma per cavalcare l’onda emotiva che la vicenda “Leda” ha prodotto nell’opinione pubblica, di fare come i petardini – che fanno tanto rumore all’inizio e poi si spengono subito – è stato fortunatamente scongiurato, dall’altro ci troviamo davanti a una trama che non è una trama e a una storia che non comunica nulla: il film è misurato, pacato, equilibrato, ma sta nel mezzo, non prende posizione. E la cosa di non schierarsi, in una vicenda che vede il male (la condotta criminosa e spregiudicata dei capi dell’azienda e del sistema bancario italiano) contro il bene (quei tanti che l’anno preso nel baugigi perdendo tutto con i titoli della nota società parmigiana) non mi dispiacerebbe nemmeno, però voglio che le due facce mi vengano almeno mostrate. Qui vediamo solo i cattivi – un come sempre ottimo Toni Servillo e un altrettanto ottimo Remo Girone – mentre manca del tutto “il dopo”, la rabbia della gente, la disperazione delle famiglie, il contraccolpo per l’economia e il grosso impatto chela vicenda ha avuto sull’opinione pubblica. L’unico momento drammatico lo si vede verso la fine, con il suicidio di uno dei capi dell’azienda, il quale, accortosi dei falsi in bilancio, decide di buttarsi giù da un ponte. Non mi basta, e sapete perché? Perché non è sufficiente, le conseguenze sono state molto peggiori di queste, sia perché hanno messo in luce un sistema – politico e sociale – interamente corrotto,  sia perché hanno mandato sul lastrico migliaia di persone. Non volevo che fosse la Fiera del populismo, un film infarcito di luoghi comuni coi fari puntati sul dramma dell’uomo impotente di fronte ai grandi che perde tutto (e così non è stato), però voglio scegliere se partecipare a tutto questo o no. Ma mettiamo che riesca a superare questi “piccoli” difetti, ci troviamo davanti a un altro intoppo: i cattivi sono troppo buoni. Ora, un buono che diventa cattivo è affascinante. Un cattivo cattivissimo è magnetico. Un cattivo che diventa buono fa tenerezza. Ma un cattivo che non è cattivo ma neanche buono è un aberrazione inaccettabile. Remo Girone l’hanno pensato come un ometto piccolo piccolo minimamente in grado di avere il controllo della situazione, in balìa degli eventi, come se non fosse responsabile del fallimento. Toni Servillo, invece, dovrebbe essere il burattinaio, il silenzioso e letale contabile: ho visto solo quello silenzioso, quello letale mi sa che è rimasto a casa. In altre parole, manca la parte migliore nei film di questo genere: lo sporco del potere, senza questo non c’è film, ergo non c’è storia.

Voto: 6. La sufficienza non glie la nego, perché comunque è girato bene e i dialoghi sono a tratti brillanti. Però non basta. Verso il finale uno dei responsabili della Leda – mentre lo trasportano nella camionetta della polizia assieme a Ernesto Botta – dice: “Però, che anni meravigliosi che abbiamo avuto, eh?”. Almeno qualcuno che qui ha trovato qualcosa di meraviglioso c’è. E non è poco.

Vitellozzo.

Annunci

4 commenti

Archiviato in drammatico, Film

4 risposte a “Il Gioiellino

  1. Concordo in larga parte col tuo commento.
    Non c’è morale, questo è vero, ma è chiaramente voluto: il film ha un taglio molto didascalico e secondo me non è male.
    E il superbo Servillo strappa sempre un aplauso!!!!

    • si si, il punto di vista è chiaramente dalla parte dei cattivi e ci sta, però penso che in questo genere di film sia comunque imprescindibile anche la presenza della controparte beffata, con qualche scena in più rispetto a quelle concesse. Su Servillo c’è poco da dire, grande attore….mi piacerebbe vederlo in ruoli più sciolti

  2. Sinceramente non mi è dispiaciuto, il regista è interessante, Servillo forse non eccezionale ma comunque un buon lavoro…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...