Socialismo Tascabile (Prove tecniche di trasmissione)

Offlaga Disco Pax, 2005.

Scoperti casualmente l’anno scorso. Me ne sono innamorato, escono questo anno con il loro terzo album, dove ripropongono la stessa formula di questo primo lavoro, Socialismo Tascabile: musica elettronica, e testi recitati. Oh non aspettavo altro, che qualcuno cioè mi dimostrasse che l’elettronica può convivere benissimo con un testo parlato, e che elettronica. Si sentono perfettamente i Kraftwerk, le basi sono stupende, creano un atmosfera che contorna perfettamente le piccole storie narrate.

L’argomento principale sembra essere il lontano ricordo di una situazione sociale e politica che purtroppo non vivrò mai. Sono storie nostalgiche di un tempo che appunto non c’è più, di un “quartiere dove il PC prendeva il 74% e la DC il 6%”, dove regnava “una scritta degli ultras della Reggiana: Grazie Regan, bombardaci Parma”, storie fatte di piccoli ricordi, dell’odio verso un professore (Kappler), di un viaggio a Praga dove in discoteca con grande sorpresa e tristezza parte Felicità di Albano e Romina. Tutte raccontate con una semplicità e raffinatezza che ti fanno sentire veramente partecipe e afflitto per non aver vissuto quel periodo, gli anni 70/80.  E allora ecco che il professore decide di farti fare il compito di recupero, a te che hai saltato tutti i precedenti, e dopo aver preso 8, reclami la stessa media perché hai la faccia come il culo, ecco che c’è da risolvere il mistero della sparizione della gomma al gusto Cinnamon, che si esalta la comodità della ciabatta Defonseca, ecco che si arriva ad Enver, canzone di un amore finito, bellissima anche solo per l’immagine del ritornello: “Hai lasciato piazze piene, urne vuote, tremori gentili, tracce sottili, tracce profonde sugli zerbini dei miei pianerottoli”. Un po’ di Federico Fiumani, un po’ di Massimo Volume, un po’ di CCCP in questi testi, scritti molto bene, si vede che le parole sono scelte con attenzione in modo che si adattino con perfezione alla base. E poi c’è la descrizione di questi paesini dell’Emilia, con la loro toponomastica, e i loro miracoli (“Ricordate la madonna che piangeva sangue a Civitavecchia?… Ebbene, in un impeto di ribellione per tanta imbecillità, in quei giorni, anche il busto di Lenin cominciò a lacrimare). Altra chicca è Tono Metallico Standard, di cui basta citare questa strofa che si svolge in un negozio di dischi: Sento una bella canzone e gli chiedo chi è che canta. Con la solita faccia mi risponde col suo tono metallico standard e dice rassegnato “E’ Mark Lanegan” Poi un lampo di vita, si ridesta dai suoi pensieri troppo alti e scollegati e mi comunica deciso: “Non credo che tu lo conosca, era il cantante degli Screaming Trees”. Ora capisco. Il mio aspetto ordinario gli trasmette ascolti deplorevoli. Ma io lo so chi è Mark Lanegan, arrogante bottegaio  indegno della roba che vendi qui dentro, alternativo dei miei coglioni che quando io ascoltavo i Dead Kennedys tu nemmeno ti facevi le pippe. Me ne vado. Me ne vado e lo odio.

Capitano Quint 

  1. Kappler
  2. Enver
  3. Khmer rossa
  4. Cinnamon
  5. Tono metallico standard
  6. Tatranky
  7. Robespierre
  8. Piccola Pietroburgo
  9. De Fonseca

 

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2 commenti

Archiviato in 00's, Musica

2 risposte a “Socialismo Tascabile (Prove tecniche di trasmissione)

  1. MrMoonlight

    Bel disco. E anche l’album successivo, “Bachelite”, merita più di un ascolto.
    Non li ho ancora mai ascoltati dal vivo ma spero di rimediare presto.

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