Sette Anime

Gabriele Muccino, Usa, 2008, 125 min.

Trama: Will Smith è Ben Thomas, un uomo dal passato tragico, colpevole di aver commesso un errore imperdonabile. Per redimere la sua colpa, decide di aiutare sette persone bisognose – che tiene sotto controllo da diverso tempo – tra i quali spicca la bella Rosario Dawson, malata di cuore, l’unica che riesce a scalfire la corazza di silenzi e solitudine di Ben Thomas.

Il Film: è bene che Muccino resti in America, che proprio si dimentichi dell’Italia, la cancelli dalla cartina geografica e ci faccia una bella croce sopra, perché l’aria di Hollywood gli fa bene. Mentre in Italia è stato capace solo di girare delle merdate inconcepibili, tra cui l’indimenticabile – purtroppo – Ricordati di Me, o anche l’ultimo mostro Baciami Ancora, oltreoceano ha riscosso (giustamente) quel successo che ha conseguito anche qui da noi, con la differenza che La Ricerca della Felicità e Sette Anime sono dei bei film meritatamente apprezzati (anche se non da tutti, anzi), e gli altri no. La collaborazione con Smith, che ormai è diventato una stella affermata del cinema, anche se spero sempre che ritorni alle sue origini e riprenda in mano una sit-com che ha cresciuto milioni di ragazzi (inutile ricordare quale), bisogna dire che funziona alla grande, e ancora una volta riesce a portare sullo schermo una storia umana, che per quanto incredibile nel suo svolgimento, non può non commuovere. Mi sono limitato alla grande nello scrivere la trama, che è rimasta scarna e essenziale, giusto le linee narrative di fondo, perché il punto forte del racconto è proprio la suspense che lo svolgersi degli eventi comporta; fin dall’inizio non sappiamo perché Ben Thomas sia seduto in bagno e pianga, non sappiamo perché telefoni ad un non vedente e lo offenda pesantemente per telefono, non sappiamo perché si finga un revisore del fisco quando va a trovare una poveretta gravemente malata senza nessuno al mondo, e questa incertezza resta per quasi tutto il film. I pezzi del mosaico si sistemano piano piano, in un incastro eccezionale, in cui, alla fine anche la cosa più curiosa nel suo appartamento – una medusa viva in una teca di vetro – trova una spiegazione incredibile. Le sequenze finali, dove tutto ha un senso, compreso il passato di Ben Thomas, sono surreali, forse troppo, e questa è l’unico neo di un buon film; una storia come quella di Ben, per quanto corroso dal senso di colpa per quello che ha fatto, non credo sia umanamente possibile, tantomeno il finale strappalacrime. Però oh, fa sempre piacere vedere una storia irrealizzabile che si realizza in questa maniera, salvando sette vite (ops). Comunque la cosa più anormale è la differenza  tra questo lavoro di Muccino e la roba che ha prodotto qua da noi, proprio lavori diversissimi anche per come sono girati, le luci, le inquadrature, la musica, tutto. Sembrano quasi film fatti da due registi differenti. Propongo una colletta per dare l’ultima possibilità a qualche regista italiano, magari l’aria americana fa bene anche a loro…

Voto: 7,5. L’attenzione per le polemiche suscitate dal tema del film – la donazione degli organi – ha forse distolto lo sguardo dall’effettivo valore dello stesso, sia in America che in Italia, paesi da sempre un po’ bacchettoni sulle bischerate. Sette Anime è bello davvero, altro che storie. Dai eh Gabrielino, che forse non ti boccio – con sommo dispiacere del Capitano – però ti mando agli esami di riparazione, hai ancora tanto da farti perdonare.

Vitellozzo.

 

Annunci

5 commenti

Archiviato in drammatico, Film

5 risposte a “Sette Anime

  1. Mi trovo d’accordo con te sulla bellezza di Sette Anime: il film è fatto bene, la storia è bella e mi ha molto colpito emotivamente.
    Discorso diverso per Ricerca della Felicità, che considero la classica stronzata all’americana: invece di farsi ospitare dalla caritas o di cacciarsi il sangue per sfamare il figlio, non faceva prima a mettere da parte i suoi effimeri sogni e trovarsi un lavoretto normale? Conosco tante persone che l’hanno fatto, e sono le persone più dignitose che io conosca.

    • ahah eh vabè ma se avesse fatto come dici tu non ci avrebbero fatto nemmeno un film sopra…comunque sì alla fine è sempre il sogno americano, forse un pò esagerato ma secondo me raccontato bene…stranamente

      • Il punto è che la storia (benchè vera) è assolutamente inverosimile… Secondo me è basilare potersi immedesimare in qualche modo nei protagonisti dei film (sia nel bene che nel male), in altre parole poter trovare degli spunti di riflessione e magari di emulazione partendo dalle reazioni che i personaggi hanno nei confronti dei problemi e delle avversità raccontati. Ecco, in questo campo La Ricerca della Felicità mi ha deluso tantissimo: al posto del protagonista, chi si sarebbe comportato così? Io sicuramente no, e penso anche molti altri. Diametralmente opposto il discorso per 7anime, che riesce ad essere molto più toccante imho.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...