Somewhere

Sofia Coppola, Usa, 2010, 98 min.

Trama: Johnny Marco  è una star hollywoodiana che vive in un famoso hotel di Los Angeles. Le sue giornate trascorrono nei piaceri più improbabili, contornate da brevi e poco appaganti avventure di una notte con donne bellissime. L’apatia e l’indifferenza verso tutto regnano sovrane, fino a quando non arriva la figlia di lui, scaricata lì dalla mamma “per qualche giorno”.

Il Film: Non ho idea di quanti film abbia diretto Sofia Coppola, però ne ho visti alcuni (forse tutti?), Lost in Traslation, Il Giardino delle Vergini Suicide, e anche Marie Antoinette, sempre con Kirsten Dunst; nessuno dei tre mi è dispiaciuto, nel primo caso perché la Scarlett gode sempre di buona salute,  nel secondo perché il finale delle vergini suicide è un buon finale, e nel terzo perché il taglio pop dato alla Francia del Re Sole era carino. Non sono film che si elevano dagli altri, o che rivedrei spesso, il livello è un buon livello, però non arriva mai all’eccezionale, e secondo me Sofia Coppola non ci arriverà mai, a girare un film eccezionale. In casa ci son già troppi “fenomeni”, sia in positivo, come il suo babbo Francis, sia in negativo come suo cugino Nicolas, grande attore come io sono un grande giocatore di poker. Ecco, questo Somewhere è un po’ il sunto di quello che è Sofia Coppola, e di quello che può e non può fare. E anche di quello che può e non può fare una giuria: non può dare il Leone D’Oro a questo film. Scena uno: una Ferrari che gira a vuoto (su un circuito?) per qualche minuto, e poi Johnny Marco che scende. Scena due: Johnny Marco sul letto di una camera d’albergo che assiste svogliatamente  a una lap-dance di due biondone. Scena tre: Johnny Marco a un bar che fa colazione, e così via. Quando arriva la figliola, la cosa si ripete, solo che ora non ci sono più le superfighe, ma solo la figliola appunto; loro che vanno in Italia per promuovere un film, loro che fanno il bagno nella vasca di una suite, loro che fanno “cose”, fino a quando Elle Fanning non parte per il campeggio estivo, il nostro eroe piange di dispiacere, e mentre guida non si sa dove, piglia e scende di macchina andando a piedi. Esatto, è questo il finale di un film che ha vinto il Leone D’Oro. Forse la Sofi voleva trasmettere con scene prive di vitalità, con un personaggio povero di emozioni e di pensieri (c’è pochissimo parlato nel film) anche la pochezza di una vita fatta di successo e denaro, e questo traspare nel film. Il problema è che traspare troppo, Somewhere è insipido, e quando finisce ti lascia indifferente come il suo protagonista.

Voto: 5. Ho smorzato un po’ il mio giudizio solo per un motivo. C’è una scena che mi è piaciuta molto in tutto il film, ed è quando Sofia Coppola ci fa vedere un pezzo di Telegatti italiani, con gente come la Ventura, la Marini, Nino Frassica, qualche gnocca in costume che scodinzola sul palco (tra cui la Chiatti, che aimè non scodinzola sul palco ma resta comunque gnocca), musichette ridicole, insomma il meglio della nostra televisione: padre e figlia, manco a dirlo, se ne vanno al volo dall’Italia e tornano in America. Certo, neanche in America son messi troppo bene a qualità dei programmi televisivi, ma finché ci teniamo stretti la Ventura o la Marini non possiamo che starcene zitti e subire frecciatine di questo tipo, perché avranno sempre tutte le ragioni del mondo  a prenderci per il sellino. Anche se in America c’è comunque Nicolas Cage, e non è una cosa da poco…

 Vitellozzo.

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3 commenti

Archiviato in drammatico, Film

3 risposte a “Somewhere

  1. Non so quanto effettivamente questo personaggio rifletta sofia coppola. Non so neppure se la figlia del padre voglia (o creda) si superarlo.
    Di fatto a me Somewhere è piaciuto molto. Proprio per la lentezza che ha.
    Ci ha mostrato il lato di un personaggio che ha tutto – benessere economico e riconoscenze. Che vive nella più totale apatia, a discapito di quello che viene detto o fatto.
    Non credo occorra paragonare le sue vecchie pellicole. Fa un lavoro completamente diverso.
    Si discosta e si rinnova, ogni volta. Può piacere e non piacere.
    A me, molto.

  2. – scusa la ripetizione, non ho riletto –

    • Oh, finalmente qualcuno che la pensa diametralmente da come la penso io, mi fa piacere. Stavo cominciando a pensare che la gente mettesse mi piace per una questione di velocità. Bè, le ragioni per cui non mi è piaciuto le sai perchè le hai lette, così come io ho letto le tue perchè le hai scritte; magari è un limite mio eh, però non l’ho proprio capito questo film. Potresti spiegarmi due cose? Qual’è il senso di Elle Fanning, la sua funzione nella storia? (cioè penso di averla capita la sua funzione però il suo personaggio non mi è sembrato così centrato) Qual’è il senso dell’ultima scena? Ma poi – con tutto che i premi li danno un pò alla cazzo di cane – è un film da leone d’oro? Perchè se fosse stato un film normale ci sarei anche passato sopra, però ho deciso di vederlo proprio per questo motivo. Magari ti rompo il cazzo eh, però mi piace sentire pareri diversi sui film ;D

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