The Wicker Man

Robin Hardy, 1973, UK, 88min

wicker+manTrama: un ispettore di polizia viene incaricato di indagare sulla scomparsa di una ragazzina in un piccolo villaggio su un isola, dove scoprirà che gli abitanti sono ancora legati a riti pagani.

Il Film: state alla larga dal remake del 2006 con Nicholas Cage. In generale da un film con Nicholas Cage, ma soprattutto dal remake di questo capolavoro, perché non è possibile replicare questa storia, anche se evidentemente è possibile farlo male. Anni ’70, un’isola sperduta in Scozia, solo nebbia e mistero, una comunità molto chiusa, in cui uno straniero che viene a fare domande non è gradito, a maggior ragione se è un poliziotto, che indaga su una ragazza, e soprattutto che è un convinto cristiano, intento a rimanere vergine fino alle nozze.

Per più di metà film il clima è teso, di sottofondo strane canzoni corali sui raccolti agricoli e sulla natura, gli abitanti sono falsamente gentili e molto riservati, nessuno sa nulla, nessuno conosce la ragazza, neppure la madre. La prima cosa stupenda che è si nota in questo film è l’inquietante attenzione ai particolari: in pasticceria i dolci sono a forma di animali, a forma di teste di montoni, o a forma piccoli uomini; alle pareti della locanda foto annuali di grandi raccolti e con al centro una ragazza. A questo ambiente solo all’apparenza tranquillo, inizia a sommarsi anche l’aspetto del tormento erotico, rappresentato dal contrasto tra il casto e puro protagonista, e la bionda e provocante figlia del locandiera che toglie il sonno al povero ispettore. Strane canzoni, ragazze nude che ballano, l’assenza di chiese, e il grande Cristhopher Lee che interpreta il capo della comunità, non riescono a far impazzire, che va avanti nelle sue indagini, troppo avanti, fino a rimanere coinvolto in qualcosa più grande di lui, un rito pagano fatto di sacrifici animali e umani. Quello che non si aspetta è che la creatura vergine da sacrificare non è la ragazza.

Tutta la festa del rito è bellissima e surreale, i costumi, le maschere, il paesaggio, tutto contribuisce a creare un’atmosfera mistica e spaventosa, fino all’apice di tutto, il grande falò dell’uomo di vimini, the WickerMan. E’ qui che c’è la vera svolta del film, non solo l’ispettore è condannato a bruciare vivo per omaggiare gli dei pagani e favorire il raccolto, ma è proprio quando ormai che le fiamme sono vicine che si mostra tanto stupido, e mentalmente chiuso dalla religione, quanto gli abitanti dell’isola: mentre loro intonano i loro canti, lui invoca la salvezza del suo Dio, convinto che cantare una preghiera possa salvarlo. Non c’è differenza tra le due parti opposte, tutti ugualmente oppressi e accecati dal rispettivo credo. Grandissimo film.

Voto 7/8: dopo la visione è necessario l’ascolto di The Wicker Man degli Iron Maiden. Anche prima della visione, anche sempre, l’importante è vedere il film e ascoltare gli Iron.

Capitano Quint

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1 Commento

Archiviato in Film, horror, thriller/poliziesco

Una risposta a “The Wicker Man

  1. Pingback: Cane Di Paglia (originale vs remake) | cazzochevento

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