L’Innocenza del Diavolo

Joseph Ruben, Usa, 1993, 87 min.

Trama: Mark (Elijah Wood) ha appena perso la madre. Dato che il babbo deve fare un viaggio di lavoro, manda il bambino dagli zii per qualche settimana, sperando così di fargli dimenticare per qualche giorno almeno la perdita subita. Non l’avesse mai fatto: il figlio maggiore di sua zia SusanHenry (Macaulay Culkin) – è pazzo. Ma pazzo davvero.

Il Film: Fa sempre piacere rivedere questi film, non tanto per la bellezza della pellicola, o per la trama o per altro, ma solo per renderti conto che ormai Elijah Wood e Macaulay Culkin c’hanno 30 anni, che non sono più bambini come potevi essere te quando li guardavi, che forse c’hanno famiglia, e che quei tempi lì son lontani, che è finita un’epoca. Più che altro ti rendi anche conto che è finito qualcos’altro: il cinema per bambini. Ora, in realtà questo può non essere l’esempio migliore di film di genere vista la trama, però se si pensa che con i Mamma ho perso l’aereo ci siamo cresciuti tutti, e che Wood prima di fossilizzarsi per sempre nella mente collettiva come Frodo Baggins ha fatto una decina di film sullo stesso piano (il Natale perderebbe qualcosa se anche quest’anno non ritrasmettessero l’indimenticato North su qualche rete), non posso non chiedermi come mai ora si facciano solo film d’animazione, che secondo me son peggio cento volte di questi. Comunque, il film. Rispetto alle commedie sopracitate siamo chiaramente su un altro registro – non ci sono scene divertenti, non c’è John Candy, insomma non è una commedia – e anche su un altro livello – il film è troppo scarso rispetto agli Home Alone. Nonostante tutto, è comunque godibile. Mark è l’unico che si accorge della malvagità di suo cugino, l’unico che tenta in ogni modo di evitare che questi faccia più danni della grandine (a volte ce la fa, altre volte no). Lo scontro tra i due è talmente serio, che sembra quasi una lotta tra adulti. Sembrano adulti anche loro, forse troppo, per come parlano, per come si muovono, per come pensano. Un bambino come Henry non esiste, sarebbe proprio figlio di Satana. Io alla sua età giocavo con le micro-machines, questo invece si diverte a buttare un manichino giù da un cavalcavia causando un mega incidente..è chiaro che appare tutto un po’ esagerato. All’esagerazione dei bambini si contrappone l’esagerazione  della figura degli zii, e della mamma di Henry in particolare, troppo irreali anche loro: non sanno cosa faccia il loro figliolo, non sanno dove vada durante la giornata, lo lasciano pattinare da solo con sua sorella su un lago ghiacciato d’inverno, gli costruiscono una casa sull’albero a un altezza di io dico vetri metri dal suolo e si aspettano che non succeda nulla. Chiamate SOS Tata perché questi due hanno perso il controllo. La perla poi arriva alla fine. Si scopre che Henry ha ucciso suo fratello minore di pochi mesi annegandolo nella vasca da bagno, della cui perdita la madre ne soffre ancora molto. Scena topica: zia Susan a precipizio su una scogliera che tiene per un braccio Mark e per l’altro Henry, entrambi i bambini a strapiombo sul mare – frasi di rito “non mi lasciare!” “sto scivolando!” “aiutami mamma!” – e chiaramente lei ne può salvare solo uno. Vincerà l’amore materno per il figlio deviato ma comunque figlio tuo oppure per il nipote lì da due settimane?

Voto: 6.5. Inflazionato, ma io i film che mi hanno cresciuto li proteggo sempre e comunque.

Vitellozzo.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Film, thriller/poliziesco

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...