Warrior

Gavin O’Connor, 2011, Usa

warriorposter2Trama: sempre la stessa storia, due fratelli che non si parlano più, il buono con famiglia in crisi economica, il cattivo (Tom Hardy) ex marines che torna in città dopo anni, e il padre (Nick Nolte) ex alcolista, ex pugile, e veterano di guerra. A unire i tre un torneo di arti marziali miste da 5 milioni di dollari.

Il Film: Due storie. Quelle dei due fratelli, che poi si incontreranno solo alla fine. Tanto era chiaro da subito che si incontrassero nella finale del torneo.
Da una parte c’è questo tranquillo insegnante, sposato, con figlie, che si ritrova a dover fare i conti con la crisi, le banche, ed un possibile sfratto. Allora, memore di un passato, fallimentare, come lottatore decide di ricominciare a combattere fino a quando gli si presenta l’occasione di partecipare a questo supertorneo con i meglio al mondo e soprattutto con milioni di dollari in palio. Questa è la classica storia da film americano, il riscatto, la vittoria contro la crisi, la moglie che piange vedendolo combattere, gli studenti che lo seguono in tv, l’allenatore buono che lo aiuta. Lui è un uomo in missione: “ o lo metti ko, o perdi la casa”.

Dall’altra parte c’è la vera storia, quella più interessante, grazie soprattutto ai due attori. Qualcuno dica a Tom Hardy che a volte può anche recitare male, o meno bene, invece di essere sempre così perfetto, lo ameremo lo stesso. Qui, dove ritrova più muscoli di Bronson, crea un personaggio incredibile per la sua durezza. L’odio per il padre, per il fratello, per tutto il mondo, felpa nera senza sponsor, nessuna musica di ingresso, niente interviste, butta giù chiunque con un paio di colpi e poi se ne va dalla gabbia senza nemmeno aspettare il verdetto dell’arbitro. IL MEGLIO. Dove il film è riuscito a parte queste americanate, è nel rapporto padre-figlio. Lui pieno di ira per il padre che beveva e picchiava, che ora è costretto a rincontrare per chiedergli di allenarlo, ritrova un Nick Nolte in forma clamorosa, nella classica interpretazione dell’ex alcolizzato che può valere un oscar, ed invece essendo troppa buona non se lo prende. Due o tre scambi di battute tra loro due valgono tutto il film che trova secondo me l’apice non nello scontro finale (banale), ma nel momento in cui Nolte riprende in mano la bottiglia.

Voto: 6/7. fosse solo per i trapezi di Tom Hardy gli darei 8. Il problema è che c’è delle cazzate americane che rovinano tutto come tutta la storia dei marines, oppure tanti piccoli dettagli, di cui il più clamoroso è senza dubbio questo: il campione del mondo di questa lotta è russo (interpretato da Kurt Angle), il solito russo cattivo, e come sempre gli americani sono rimasti indietro perché non sanno che è dal 1991 che la Russia non ha più la bandiera rossa con la falce e il martello. Ma il bravo ragazzo che sconfigge il russo cattivo e comunista non s’era già visto in un altro film?

Capitano Quint

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in azione, drammatico, Film

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...