Cane Di Paglia (originale vs remake)

Sam Peckinpah, 1971
Rod Lurie, 2011

imagesTrama: Dustin Hoffman è un tranquillo professore americano che si trasferisce in un paesino della campagna inglese, con la moglie, originaria di quel posto. Dovrà affrontare le ostilità e la violenza di un gruppo di ragazzi, uno dei quali ex della ragazza. E’ una lotta per il territorio e per la sopravvivenza.
Nel remake la vicenda si svolge invece in quei posti del sud degli Stati Uniti, dove le uniche cose da fare sono andare a messa, e andare a caccia.

Il Film: Il film di Sam Peckinpah è una bomba. Letteralmente. Una bomba che viene preparata per tutta la prima parte del film: un luogo tetro e isolato con una comunità chiusa (un po’ come The Wickerman), il gruppo di rozzi idioti che prende in giro il nuovo arrivato, che spoglia con gli occhi la sua donna, lei che fa un po’ la zoccoletta …e poi viene accesa la miccia della bomba, con la scena del gatto impiccato nell’armadio. Da lì cambia il film. Si aspetta solo l’esplosione di violenza.
La bellezza del film sta proprio nel creare due mondi diversi: da una parte l’intellettuale e pacifico professore americano, che non farebbe male a nessuno. Dall’altra uomini ignoranti, disadattati sociali, a cui interessa solo marcare il territorio, come bestie.

Le scene: Dal marcare il territorio entrando in casa e uccidendo il gatto, a marcare il territorio stuprando la donna per loro il passo è breve.
Ma quella scena è tutt’altro che breve, è un capolavoro. Secondo me è proprio nella scena dello stupro che si vede la differenza tra il film originale e il remake. Nel film del 71 c’è un’ambiguità di lei terrificante. Lei sembra starci, sta tradendo il marito con il nemico, le piace quasi che il suo ex si imponga con la forza. E poi arriva l’altro uomo e la situazione da tesa diventa atroce.
Regia incredibile, i flash di Dustin da solo in campagna, mentre lei viene stuprata in casa, e poi i flash dello stupro che tormentano lei nelle scene seguenti danno al film un’inquietudine unica.

Il finale è tutto da godere. L’assedio alla casa, Dustin che deve trovare il suo istinto primordiale, deve diventare come loro, difendere il suo territorio. Penso sia qui il senso del film, nel far vedere la natura violenta dell’uomo al di là dell’estrazione sociale. 5 uomini vogliono violare ciò che è mio? Morirò io, o ucciderò i 5 uomini. Non c’è altra soluzione.

Gli Attori: Dustin Hoffman vs James Marsden (chii??). Vabbè dai. Dustin in uno dei suoi migliori ruoli. La camminata un po’ alla Rain Man, l’imbarazzo de Il Laureato, impacciato, fragile, per poi tirare fuori le palle con innata violenza nell’assedio finale. Grandissimo personaggio.
L’altro si porta dietro i kg inutili di Superman Returns, e di X-Men, e sinceramente uno dei punti deboli del remake è proprio lui, James Marsden (chii??).
Si può discutere invece sulle attrici! Biondina anni 70 o biondina del nuovo millennio? Di istinto preferisco sempre il vintage, ma l’altra è Kate Bosworth (quella di “21”). Bene entrambe, ma bene, bene, bene.

Voto: 8 l’originale è come una tagliola tra capo e collo. Spoiler.
6,5 al remake per l’impegno ed il coraggio, ma non c’è storia. Voglio però sottolineare la scelta felice di spostare il tutto nella campagna americana, per mostrare una realtà che mi inquieta sempre, quella di quei luoghi dove prima di tutto c’è dio e il senso di comunità, chiusa. Dove far rispettare le proprie regole conta più che uccidere o stuprare.

Capitano Quint

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4 commenti

Archiviato in azione, drammatico, Film

4 risposte a “Cane Di Paglia (originale vs remake)

  1. Grande film, l’ho visto tempo fa e volevo recensirlo pure io! vi commento da qua che è il mio blog personale ma ne ho uno di cinema, credo anche siate tra i miei followers… Tra l’altro l’altroieri sera ho guardato “Berlinguer ti voglio bene” per la prima volta, incuriosito proprio dalla vostra grafica e che dire…? Capolavoro puro! Ps bella la citazione in memoria del Monni : )
    Comunque adoro Peckhinpah, sicuramente il film non è a livello di altri suoi capolavori, ma il senso di claustrofobia che pervade tutto il film è qualcosa che ti entra nella pelle.. non sapevo avessero fatto un remake, buono a sapersi!

    • Sul film di Peckinpah: mi mancava proprio questa parola, claustrofobico. E’ proprio così.
      Su Berlinguer: almeno una volta al giorno ci scappa una citazione del film. Rappresenta veramente tanto per noi, al di là delle battute. E se c’è un pilastro che regge quel film senza trama e senza logica è proprio il Monni.
      Sono felice che riesca a piacere anche al di fuori della provincia di Firenze.

      • Io sono di Genova ma ho massima stima e curiosità per ogni tradizione culturale e dialettale, quel film l’ho visto pochi giorni fa ma me ne sono già invaghito, perché è vero, ogni battuta oltre a fare ridere e oltre la cruda realtà, rimanda sempre a un significato altro

  2. Bella recensione.
    Non ho visto il remake ma l’originale è davvero “una bomba”. Opprimente, angosciante, affascinante..

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