Don Jon

Joseph Gordon-Levitt, Usa, 2013, 90 min.

Trama: il sempre più bravo Joseph Gordon-Levitt veste la parte di un tamarro del New Jersey palestrato e egocentrico, sempre pieno di figa. In qualità di barman – uno status sociale che di per sé ti garantisce un tot. di ragazze minimo all’anno – ogni sabato sera rimorchia tutte superpassere, ultrafiche-ultrasode. La Domenica, poi, da buon italoamericano, va a messa, si confessa, e resta dai suoi per il classico pranzo domenicale. Tutto facile, ma c’è un problema: Don Jon ama i porno, ne guarda decine al giorno, sono la sua droga, molto meglio del sesso vero. Anche quando sembra trovare la ragazza giusta per lui (Scarlett mannaggia a te sei sempre più illegale, sono andato a cercare il profilo di Barbara Sugarman su Facebook, come sarò messo?), questa lo becca a masturbarsi davanti al pc, e i due si lasciano. L’uomo non capisce davvero quale sia il suo problema, non capisce perché fare l’amore non è la stessa cosa per lui che guardare un bel porno. La differenza (ammesso che ci sia, sono un po’ dubbioso) gliela spiega Julianne Moore, brava eh, in un finale però molto banale e, secondo me, anche un po’ stupido.

Il Film: Come esordio alla regia per Gordon Lewitt direi che non c’è male, c’è chi ha fatto di peggio, soprattutto dalle nostre parti (vero Gabri?). Il ritratto del tamarro del New Jersey che tanto abbiamo imparato a conoscere, anche grazie a diversi reality televisivi, è ben fatto: canotta, muscoli al posto giusto, palestra a gogo, capelli laccati perfetti (con annesso taglio da testa di cazzo). Stessa cosa vale per la controparte femminile: cagna quanto basta, rozza e volgare, un filino stupidina e superficiale, una che vuole l’uomo vero al suo fianco e non un frocetto che fa le pulizie in casa (Scarlett, ho il letto sfatto da due giorni, io sono qui), per una recitazione che rende perfettamente l’idea. La nota negativa è data da tutta quella serie di luoghi comuni sul pensiero maschile maschilista riguardo i porno e sul quanto le aspettative degli uomini si carichino a mille, per poi afflosciarsi con la dura realtà dei fatti (non siate maliziosi), e cioè che la tua ragazza non è una pornostar (purtroppo) e non farebbe mai quelle cose, “non sono una puttana!”: il regista sbaglia nel voler far passare a tutti i costi un pensiero che poi non rispecchia la realtà.

Questo è quello che avrei voluto tanto pensare, se solo fosse stato vero. E invece ha proprio ragione Gordon, cazzo. Tutti i luoghi comuni sui porno, e sul perchè li guardiamo, sono assolutamente la verità. La ragazza che ti ama non ti fa un pompino, ne altre diavolerie viste sui filmini; i porno ci mostrano la via da seguire, e grazie al cielo. Parafrasando (più o meno) le parole di Kelso (da Scrubs) “se un giorno da internet togliessero tutti i siti porno, rimarrebbe soltanto una pagina, con la scritta “ridateci i porno!”. L’unica cosa da ricordare (imperdonabile errore Gordon, davvero imperdonabile) per non farsi lasciare da Scarlett – o da chi ne fa le sue veci ma non ce la fa – è solo questa: RAGAZZI, CANCELLATE SEMPRE LA CRONOLOGIA.

Voto: 7-. Anche se io e il Capitano facciamo un po’ i ganzi con questo blogghettino di cinema, dove ogni tanto ci infiliamo dentro qualche film sconosciuto cecoslovaccomaconisottotitoliintedesco, a monte di tutto c’è sempre la relazione fondamentale, da tenere presente quando ci appresta a guardare un film: Film d’autore VS Film d’autore porno….non c’è gara.

 

Vitellozzo.

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