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Il Marchese del Grillo

Mario Monicelli, Ita/Fra, 1981, 133 min.

Trama: Giusto per restare in tema d’attualità. Nella Roma pontificia di metà ‘800, Albertone nazionale veste i panni di Onofrio del Grillo, nobile al servizio del Papa, che se la spassa tra le macerie di una città decaduta, spendendo le sue ricchezze e il suo tempo nel divertirsi a spese di chiunque, dai porporati alla gente del volgo, al Papa stesso. Come Amici Miei, solo meno goliardico e più spietatamente cinico. Si può fare dai.

Il Film: Un classico della migliore commedia italiana di uno dei migliori registi italiani con uno degli attori italiani più amati di sempre. Ecco, quando mi capita di vedere delle commedie di merda, il che succede abbastanza spesso visto chi le produce e chi le gira, non c’è un modo più efficace di resettare tutto che guardarsi qualche vecchio film coi contro coglioni. In assenza del pispolino con la lucina rossa di Men In Black, è il meglio che possiamo fare.

Questo è un filmone. Punto. Il regista non si discute, Monicelli per me è sacro, non si tocca, tutti i film che ha girato, tutto quello che ha detto nelle varie interviste, tutto quello che fatto nella vita e anche come ci ha lasciati non sono opinioni, come la matematica. Negli ultimi tempi poi, nonostante l’età e la malattia era comunque di una lucidità spaventosa, sempre attivo, sempre giovane nei pensieri e aperto alle novità. Grande regista sì, ma prima ancora grande uomo. Monicelli mi manca. Ogni tanto me lo riguardo sempre un film di Mario, sarà perché da toscano ritrovo quella vena scherzosa, ma anche spietata e cinica che ci contraddistingue. In questo caso poi, c’è Albertone, tanto di cappello.

Se l’attore fosse stato un altro, il risultato sarebbe stato diverso. Il personaggio del marchese è abbastanza negativo:  si rifiuta di pagare un artigiano ebreo corrompendo mezza Roma solo per far vedere che su questa terra non c’è giustizia, prende delle monete da lanciare ai mendicanti e le scalda col fuoco per farli bruciare, si diverte a scambiare la sua identità con quella di un carbonaio rischiando poi di farlo ghigliottinare al suo posto ecc..Il problema è che le fa Sordi, non ce la fai a volergli male, sempre con quell’aria sorniona e piaciona, di uno che prende tutto alla leggera, che vede la vita come un gioco, in cui lui chiaramente fa la parte del leone, o meglio del signore a cui tutto è concesso perché io so io e voi non siete un cazzo, l’uomo di cultura che a Parigi farebbe un figurone, ma che invece sguazza da Dio nel popolino, tra bische e osterie. Mentre in Amici Miei tutto prendeva l’aspetto della goliardata, in questo caso Monicelli dipinge una maschera molto più crudele, proprio perché immagine di un mondo dove le iniquità sociali sono all’ordine del giorno, ritratto di una decadenza non solo fisica, ma anche di costumi. Non c’è morale, proprio perché non c’è lezione, se non quella secondo la quale i poveri restano poveri e i ricchi restano ricchi (con tutti i vantaggi del caso). Inutile dire anche che tutto è girato benissimo, oltre alla scenografia e ai costumi, tanti soldini spesi ma spesi bene, non buttati ai’maiale come nell’inutile ultimo Amici Miei tanto per restare in tema.

Voto: 4 punti per Sordi, 4 punti per Monicelli e mezzo punto per Paolo Stoppa, il Papa nel film, ma anche Sabino, l’usuraio più tirchio della storia del cinema. Totale: 8,5.

 Vitellozzo.

 

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Un Qualsiasi Film Di Fausto Brizzi


Trama
: prendi un secchio di merda, rovescialo su una storia d’amore: hai un film di Fausto Brizzi

I Film: ma chi è che ha scoperto il talento di Faustobrizzi (mi dà noia anche solo il nome), chi è il suo maestro? Da wikipedia: “Ha scritto inoltre una dozzina di film di grande successo (tra gli altri: Bodyguards, Merry Christmas, Natale sul Nilo, Natale in India, Christmas in love, Natale a Miami, Natale a New York, Natale in crociera, tutti per la regia di Neri Parenti)”. Potrei anche fermarmi qui. E invece Faustobrizzi dopo aver scritto tutte queste commedie che hanno permesso al cinema italiano di essere quello che è oggi, decide di fare il grande salto, basta, i film me li scrivo e me li dirigo da me, ecco, bravo Faustobrizzi, ottima idea. Opera prima: Notte Prima Degli Esami, va bene dai una cacatina per ragazzini spensierata ci sta, basta così. Invece insiste, è convinto del progetto e l’anno dopo, nel 2006, fa uscire Notte Prima Degli Esami Oggi. Seguono senza tregua Ex (2009), Maschi contro Femmine (2010), Femmine contro Maschi (2011), notare anche la ricerca del titolo. Tutti questi ovviamente sono successi incredibili al botteghino, che quindi portano Faustobrizzi a sfornare un capolavoro dopo l’altro. In tutti ovviamente c’è il magico triangolo lui-lei-l’altra/o, e in tutti come sempre sono molto curati gli ambienti, le tipiche case italiane per un ritratto della gente comune: enormi cucine, divani bianchi ovunque, giochi di vetri e specchi, immense tele alle pareti, chi non si rispecchia in un film di Faustobrizzi?

Siamo nel 2011 e Faustobrizzi decide di pisciare fuori dal vaso. Continua a scrivere per quel fenomeno di Neri Parenti, e gli viene proposto di scrivere la sceneggiatura di un film in particolare: Amici Miei – Come Tutto Ebbe Inizio. La profanazione è stata ampiamente criticata e boicottata, il progetto è andato avanti contro il volere del Maestro Monicelli e godo soprattutto per una cosa: questa merda è costata 15 milioni, e il caro Aurelio De Laurentis ne ha ripresi solo 3. Bene, c’ho piacere almeno tu la smetti, ci hai perso 12 milioni, ci godo. Al carissimo Faustobrizzi invece vorrei dire che non basta chiudere il film con un funerale e questi 4 disperati che continuano a fare la supercazzola. Il funerale del Perozzi è una cosa seria, quegli scherzi, le zingarate, quelle battute diventate un cult sono l’emblema di una comicità mai volgare, una comicità che te Faustobrizzi non sei nemmen riuscito a copiare, figuriamoci a scrivere.

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30anni fa..anzi 30anni avanti

Nel 1982 al cinema si devono essere divertiti. Volevo solo omaggiare i 30 anni di Blade Runner (miglior film di fantascienza di sempre) e invece sono obbligato a ricordare che nello stesso anno sono usciti: La Cosa di Carpenter, Amici Miei Atto II di Monicelli, il primo e unico Rambo e Rocky III, The Wall di Alan Parker con i Pink Floyd, Conan il Barbaro con l’esordio di Arnold, Borotalco di Verdone, e soprattutto Banana Joe e Bomber con Bud Spencer.
Poi guardo la lista dei film di quest’anno, e mi chiedo, che cazzo ho fatto di male per essere nato nell’89??
…arriverà l’autunno, arriverà Prometheus prima o poi…

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