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Cruel Intentions, Prima Regola Non Innamorarsi

Roger Kumble, Usa, 1999, 95 min.

Trama: Rivisitazione cinematografica moolto rivisitata del romanzo di De Laclos “Le relazioni pericolose”, la storia è ambientata nella New York superricca superbella di ragazzi superfighi cel’hannosololoro (il ganzo di turno guida una Jaguar a 16 anni). La trama ruota attorno a una scommessa che Sebastian (Ryan Phillippe), grande trapanatore di fighettine newyorkesi-bene, fa con la sua sorellastra Kathryn (Sarah Michelle Gellar).

Un po’ insofferente e annoiato per la facilità con cui riesce a portarsi a letto ballini di fica (poerino, va compatito) , Sebastian  vorrebbe qualcosa di più. L’amorevole sorellina (Gellar), un concentrato di malvagità e doppiogiochismo nascosto da una facciata da brava e casta ragazza, gli propone una scommessa: se Sebastian riuscirà a portarsi a letto la figlia del nuovo Preside della scuola, Annette, (Reese Whiterspoon), la quale ha pubblicamente dichiarato che intende arrivare vergine al matrimonio, il nostro giovane eroe potrà avere la sorellastra, da sempre suo sogno proibito. Se invece non ce la farà, la Sarahhh si prenderà la Jaguar. Sfida accettata. L’impresa è ardua, il galletto abbassa la cresta quasi subito, si rende conto che Annette è intelligente, seria, simpatica, tanto comincia a piacergli, e alla fine se ne innamora. Riuscirà Sebastian a conquistare la giovane fanciulla e a rinunciare alla scommessa fatale mettendo da parte l’orgoglio? Guardatevi il film, io mi son rotto di scrivere la trama.

Il Film: Credo che questo sia uno dei film per ragazzi con il più alto tasso erotico possibile (esclusi i porno, ovviamente). C’è tutto: tensione sessuale alle stelle tra due fratellastri (il biondino non è da compatire, è umano che uno possa perdere i’capo se la tua sorellastra è Buffy) , bacio saffico incredibile tra la suddetta e un’altra disperata figa anche lei, relazione interraziale, preliminari a gogo, amore passionale romantico tra i due protagonisti. Che dire, poco, è un filmino per ragazzini con dialoghi studiati e attori imbalsamati. Però oh, di filettini così n’ho visti tanti nella mia giovane vita, ma tanti tanti, e questo non mi sembra tra i peggiori, anzi.  la storia è bellina, perlomeno non è noiosa. Non entro nel merito degli “attori” (chiaro eufemismo), visto comunque che il target a cui il film è destinato (adolescenti) non è che guardi film d’autore o cinema di qualità. Basta ci sia Buffy e i’biondino ossigenato.. Colonna sonora rispettabile (Verve, Placebo, Blur…) e abbastanza sprecata per un film del genere.

Nota a margine: non ce la fo a non ridere quando guardo il biondo, troppo simile a Justin Timberlake quando  “cantava” negli  NSYNC, che magari per alcuni potrebbe anche essere una qualità, in tal caso è gradita visita medica.

Voto: 6+. Carino. Tutto a posto, tutto giusto, ma più di questo  sarebbe ridicolo per un film che comunque rimane nell’alveo delle commedie per ragazzi. (di Kumble vedi anche: Just Friends)

 Vitellozzo.

 

 

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Just Friends – Solo Amici

Roger Kumble, Ger/Usa/Can, 2005, 96 min.

Trama: Chris (Ryan Reynolds) è un adolescente obeso, bruttino e un po’ sfigato, innamorato follemente della sua migliore amica, Jamie (Amy Smart, simpatica la ragazza), la più carina della scuola. Consapevole però delle scarse possibilità di successo, si è sempre accontentato di fare l’amico del cuore pur di starle vicino, fin quando una sera, alla festa di compleanno della ragazza, non decide di rivelarle i suoi sentimenti con una dedica sull’annuario, che viene intercettata puntualmente dai suoi compagni di scuola. Così, Chris viene umiliato dai ragazzi e scappa in lacrime dalla festa, decidendo subito di andarsene dalla città.

Dieci anni dopo lo ritroviamo un bel ragazzo, di successo nel lavoro e con le donne. Per uno scherzo del destino dovrà tornare nella sua città natale e fare i conti con i fantasmi del passato, Jamie compresa.

 Il Film: Ve lo dico subito: Ryan Reynolds non mi piace. Non mi piace come persona perché ha la possibilità di trombarsi le superfiche dello spettacolo: Dio gli ha dato troppo, e troppo poco a tutti gli altri. Non mi piace neanche come attore, perché non è un attore. Se l’interpretazione del Chris adolescente può essere appena passabile, ciò non vale per il Chris “fighetto”, dove è palese che il comportamento grottesco del personaggio – che non riesce nonostante la sua esperienza con le donne a non essere impacciato con Jamie, fin quasi al ridicolo – non è proprio credibile.

Detto questo, il film è carino: chi non si è ritrovato nei panni di Brander almeno una volta nella vita, tentando in tutti i modi di attirare l’attenzione della figa di turno che non ti caca nemmeno di striscio? L’elemento del riscatto, della vendetta maturata negli anni, che si palesa nel nuovo Chris, bello e sicuro di sé, è ben riuscito, ed anche se il lieto fine è palesato fin dall’inizio, il film è godibile, con alcune scene che, se non ti fanno sbellicare, sono comunque piacevoli.

 Voto: 5.5. Non guardate il voto: l’insufficienza c’è solo per la presenza di Reynolds. Commedia che ha un senso (e già questo è una gran cosa), attori non eccelsi, ma non troppo ridicoli, buona la prova di Anna Faris. Un film senza troppe pretese. Siamo lontani da Cruel Intentions (pellicola girata dallo stesso Kumble) ma, tutto sommato, 96 minuti del nostro tempo gli si possono anche dedicare..a patto che non si odi Reynolds (come il sottoscritto).

Vitellozzo. 

 

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