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Spring Breakers

Harmony Korine, 2012, Usa

lCEA5QAVrUotUz82ifkSNdrgrpOTrama: culi, pistole, e coca. E culi.
Altrimenti anche film che mostra il vuoto dell’adolescenza, esasperato dalla vacanza di 4 ragazze che.. etc etc. Culi.

Il Film: 4 ragazzine bravissime, ma brave, brave, brave, brave eh! La moglie del regista, poi Ashley Benson (BENE!), e due sconosciute che leggo essere uscite da Disney Channel, e ora fanno i miliardi come “cantanti”: Vanessa Hudgens, e Selena Gomez, che, messe in queste vesti (le poche vesti delle zoccole americane), fanno la loro bella figura.
Nel cast anche James Franco, forse nel miglior ruolo della sua vita, il finto gangsta spaccio, spacco, sparo, trombo solo io, e muoio.

Il film di Korine è molto di più. Cioè, i culi e le tette hanno un ruolo fondamentale, e si fa fatica a notare altro, ma il regista di Gummo, e sceneggiatore di Ken Park, mette al centro anche qui una riflessione su l’adolescenza americana e la sua idiozia. Riflessione che non mi convince mai fino in fondo, o meglio, è molto esplicita (le lacrime e le risate si alternano molto velocemente per le bimbe), ma è un po’ fine a se stessa. Si sa già.
Prima il “fanculo la scuola” e poi alla fine il “sarò una ragazza migliore”. Vabè dai, sei na zoccoletta. Pensa come stiamo messi noi in Italia, che lo Spring Break ce lo sogniamo e ci illudiamo che un tavolo in un locale di Gallipoli sia il top del top con la lista top e la bottiglia top. Là tutti nudi, e qua solo camicia bianca e mocassini. Se c’è da fare una riflessione sugli adolescenti, inizierei da chi sta peggio (vedi I Ragazzi Della Notte)

Comunque il film riserva molti momenti veramente ben fatti: la rapina inquadrata dalla macchina che aspetta fuori, le luci e i costumini fluo, le musiche sempre azzeccate (anche Cliff Martinez, lo stesso di Drive), le ragazze che cantano Britney Spears con i fucili e i passamontagna. Scene costruite sempre bene.
Finale troppo esagerato, con una sparatoria non necessaria, ma quel pontile rosa, con loro che camminano inquadrate da dietro, è notevole.
Ah, orrenda la traduzione del titolo in italiano: Una Vacanza Da Sballo. Come sempre, buttiamola sul ridicolo se è un film drammatico.

Voto 6/7: Ok, posso smettere di fare il serio? C’E’ STE 4 CAGNE IN COSTUME PER TUTTO IL FILM CHE FANNO LE CAGNE. VA BENE?

Hi, I’m Vanessa Hudgens, and you’re watching Disney Channel!

 

Capitano Quint

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Una Storia Vera

David Lynch, 1999, Usa, 112min

Trama: un vecchio con barba bianca e sigaro sempre acceso (e già sarebbero sufficienti questi particolari per fare un buon film), decide di partire per andare a trovare il fratello che non vede da anni. Essendo un viaggio lungo, e non avendo la patente, decide di andarci a bordo del suo tagliaerba.

Il Film: nella locandina e nei titoli di testa campeggia enorme la scritta Walt Disney. Un film del regista più controverso e indipendente di sempre, prodotto dalla compagnia più commerciale e perbenista di sempre. Come hanno fatto a trovarsi non ne ho idea, fatto sta che ne è uscito un piccolo film magnifico. “No ma non lo guardare, du palle, è della Disney, non è un vero film di Lynch”, questo è quello che mi sono sentito dire, e ricordando film come Elephant Man, Velluto Blu, Dune, non sapevo veramente cosa aspettarmi. E come sempre Davidone Lynch ve lo tira in culo a tutti, e gira questo road movie con una delicatezza, una passione, una precisione in ogni inquadratura, che punta dritto a commuoverti. Riuscendoci.
L’impronta Disney si vede poco, si nota nel fatto che non c’è nemmeno un “cazzo” o un “vaffanculo”, quello che si nota molto è invece la grandezza di Lynch che impone un ritmo al film, pari al ritmo del lento e arrancante tagliaerba del vecchio Alvin. Ogni scena diventa carica di tensione e ansia, soffri insieme a questo grande uomo sul suo piccolo mezzo: un tir che lo sorpassa mandandolo fuori strada, una discesa senza freni, come fa con l’anca rotta, come fa senza benzina, insomma se è un road movie, è uno dei migliori di sempre.

In mezzo a tutto questo, tanti incontri dove Alvin regala perle di saggezza sulla vecchiaia, sulla famiglia, sulla guerra, senza mai essere banale e scontato, senza mai esagerare nel moralismo buonista, e capitano anche alcune scene divertenti. A fare da sfondo a questa storia (vera), infiniti campi coltivati, i tramonti sulla campagna americana, e le musiche del solito Angelo Badalamenti, che spesso collabora con Lynch, e raramente sbaglia la musica. Queste infatti sono stupende.

Voto 8: ce la farà Alvin a ritrovare il fratello? Gran bella scena finale.
E cosa gira Lynch dopo tutto questo zucchero? Mulholland Drive. Un pazzo.

Capitano Quint

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Alice In Wonderland

Tim Burton, 2010, Usa, 108min

Trama: Rivisitazione moderna dei due romanzi di Lewis Carroll: Alice Nel Paese Delle Meraviglie (1865), e Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò (1871). Trama nota.

Il Film: sul diario di una ragazzina 14enne un po’ sognatrice, un po’ alternativa, un po’ emo sono obbligatorie due citazioni: “Alcuni dicono che la pioggia è brutta, ma non sanno che permette di girare a testa alta con il viso coperto dalle lacrime” (Jim Morrison), e poi “temo di sì, sei assolutamente svitato. Ma ti rivelerò un segreto: tutti i migliori sono matti” ripresa da questo film di Tim Burton. E già chiamarlo film è un complimento che non dovevo fargli. Tim Burton, uno dei registi più sopravvalutati di sempre, giustificato sempre e comunque con la scusa di essere visionario, ha girato nella sua carriera, secondo me, due capolavori (Edward Mani di Forbice, e Il Mistero di Sleepy Hollow), alcuni film buoni e godibili (Beetlejuice, e il primo fumettistico Batman), per il resto ha fatto una serie di merdate epocali, tra cui come dimenticare La Fabbrica di CioccolatoIl Pianete delle Scimmie e vari altri. Ecco questo Alice è il più brutto di tutti. Il trionfo degli effetti digitali usati male, un Johnny Depp travestito da pagliaccio costretto a danzare, personaggi abbozzati approssimatamene che interagiscono con dialoghi incomprensibili, scenari che vogliono essere tra il fantasy e il gotico, ma che in realtà sono solo orrendi. Ma si doveva capire tutto dall’anticipazione del singolo della colonna sonora, affidato ad Avril Lavigne.

E visto che si può fare sempre peggio, e visto che anche io sono uno stupido spettatore, invece di spendere 8euro, decisi di spenderne 10 (e così si spiega il sesto posto per incassi mondiali), e godermi tutta la magia del 3D, ovvero la più inutile e dannosa tecnologia mai accostata al cinema. Il film quindi in due parole è na merda, in una parola nammerda.

Voto 2. Nel 1951 (61anni fa, 61 eh) lo zio Walter Disney produsse un capolavoro, per delicatezza e fantasia, rispettando la creatività di Carroll, e riprendendo graficamente le illustrazioni di John Tenniel, dalla prima edizione dell’opera. E 61 anni dopo nessun altra trasposizione cinematografica regge il confronto con il cartone animato.

Capitano Quint

quando un attore tocca il fondo per tutto il film, nel finale può andare ancora più in basso:

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