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Questo Piccolo Grande Amore

Riccardo Donna, Ita, 2009, 110 min.

Trama: storia d’amore tormentata nella Roma dei 68ini tra un borgataro e una ragazza di buona famiglia. Piccolo grande film demmè.

Il Film: della serie tanto la sera non c’ho n’cazzo da fare e mi piace soffrire martellandomi i testicoli. Dico subito che della storia d’amore che nasce tra questi due disgraziati non me frega nulla, vi butto là un po’ di scene a caso per farvi capire su che livello siamo: loro due dopo 7 minuti netti di conoscenza sdraiati sul prato, lei con i capelli lunghi distesi a raggiera di pavone sull’erba, posa naturalissima (le cose che odio di più), lui che come primo appuntamento invita lei alla festa di compleanno della sua ex, un genio del crimine, lei che si fa le seghe mentali con la sua amica perché gli ha lasciato il numero di telefono troppo presto (ommioddio cosa succederà ora’) e successivamente si vergogna a baciarlo perché crede che potrebbe pensare male di lei, tutto anacronistico in maniera imbarazzante, lui che durante la leva militare preso dalla rabbia per non poterla vedere in un albergo vicino spacca un vetro (ribellione assoluta), ma poi quando torna a Roma e la trova con un altro piglia e va via, senza dire nulla, senza fare nulla. Loro due che alla fine del film (e della loro storia) guardano nel luogo dove si sono baciati due ragazzini che fanno lo stesso, come uno specchio alla come eravamo. Tutte scene penose e anche tristi, per un film che dovrebbe essere romantico siamo a cavallo.

Dico anche tra parentesi che negli anni ’70 erano vestiti molto ma moolto peggio di come vengono rappresentati (le foto dei miei lo testimoniano), e anche che a quanto pare è impossibile trovare attori romani de roma, dato che il film è ambientato lì, tutti perfetti nella pronuncia, menomale che lui è uno de borgata. Però questi son dettagli, alla fine che è un filmetto leggero e per i giovani lo sappiamo tutti, anche il regista che l’ha confezionato proprio per loro. Peccato abbia fatto l’errore enorme di ambientarlo negli anni ’70, gli anni delle manifestazioni giovanili, un pezzo di storia d’Italia che per chi non l’ha vissuto è quasi mitico. E i miti non si toccano. Il film si apre con una scena che fa tenerezza, una manifestazione appunto. Capelloni, pantaloni larghi, magliette di flanella dai colori improbabili, poi i classici striscioni di un’intensità e un acume che i manifestanti di oggi invidiano “no war!” “viva la pace” “no al nucleare!” (la mi cugina di tredici anni c’ha più fantasia), giornata di sole, sembrano tutti lì pronti per fare l’aperitivo in piazza, una manifestazione sentita insomma, poi il dramma: l’arrivo della polizia. Marciano tutti in fila tipo plotone del terzo Reich, su gli scudi, inizia la carica: non uno schizzo di sangue, me ne bastava uno, si vede che i manganelli son di gomma piuma, sembra di vedere giocare a guardie e ladri, tipo partitella aziendale scapoli-ammogliati. Come intro ci siamo dai. Vabbè oh, magari ora migliora, alla fine son passati solo 3 minuti scarsi, diamogli tempo. Ecco sì, il tempo di rendersi conto che il film si regge tutto sull’album omonimo di Baglioni del ’72, con le sue canzoni che fanno da voce narrante dall’inizio alla fine. Come Across The Universe, solo con Baglioni al posto dei Beatles, bello eh. Se qualcuno di voi pensava che quegli anni li fossero più sull’onda di Eskimo, non c’hanno capito un cazzo e hanno buttato via l’occasione di viverseli non con Guccini, ma con Baglioni, l’unico vero rappresentante della voce del popolo rivoluzionario. Esticazzi.

Voto: 3. Nota di folclore: ero quasi addormentato sui divano, a un certo punto sento un “Ciardulli!” pronunciato da qualcuno nel film, allora m’illumino e il primo pensiero è stato oh vai magari ora spunta fuori Tony Brando di Compagni di Scuola, così si ride. Poi ho realizzato che l’amica di lei nel film ha lo stesso cognome del mio Tony. Il secondo pensiero è stato ma chi me lo fa fare di vedere sta merdina qui, così mi son sparato Compagni di Scuola per davvero, commedia vera, no come questa.

Vitellozzo.

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Cruel Intentions, Prima Regola Non Innamorarsi

Roger Kumble, Usa, 1999, 95 min.

Trama: Rivisitazione cinematografica moolto rivisitata del romanzo di De Laclos “Le relazioni pericolose”, la storia è ambientata nella New York superricca superbella di ragazzi superfighi cel’hannosololoro (il ganzo di turno guida una Jaguar a 16 anni). La trama ruota attorno a una scommessa che Sebastian (Ryan Phillippe), grande trapanatore di fighettine newyorkesi-bene, fa con la sua sorellastra Kathryn (Sarah Michelle Gellar).

Un po’ insofferente e annoiato per la facilità con cui riesce a portarsi a letto ballini di fica (poerino, va compatito) , Sebastian  vorrebbe qualcosa di più. L’amorevole sorellina (Gellar), un concentrato di malvagità e doppiogiochismo nascosto da una facciata da brava e casta ragazza, gli propone una scommessa: se Sebastian riuscirà a portarsi a letto la figlia del nuovo Preside della scuola, Annette, (Reese Whiterspoon), la quale ha pubblicamente dichiarato che intende arrivare vergine al matrimonio, il nostro giovane eroe potrà avere la sorellastra, da sempre suo sogno proibito. Se invece non ce la farà, la Sarahhh si prenderà la Jaguar. Sfida accettata. L’impresa è ardua, il galletto abbassa la cresta quasi subito, si rende conto che Annette è intelligente, seria, simpatica, tanto comincia a piacergli, e alla fine se ne innamora. Riuscirà Sebastian a conquistare la giovane fanciulla e a rinunciare alla scommessa fatale mettendo da parte l’orgoglio? Guardatevi il film, io mi son rotto di scrivere la trama.

Il Film: Credo che questo sia uno dei film per ragazzi con il più alto tasso erotico possibile (esclusi i porno, ovviamente). C’è tutto: tensione sessuale alle stelle tra due fratellastri (il biondino non è da compatire, è umano che uno possa perdere i’capo se la tua sorellastra è Buffy) , bacio saffico incredibile tra la suddetta e un’altra disperata figa anche lei, relazione interraziale, preliminari a gogo, amore passionale romantico tra i due protagonisti. Che dire, poco, è un filmino per ragazzini con dialoghi studiati e attori imbalsamati. Però oh, di filettini così n’ho visti tanti nella mia giovane vita, ma tanti tanti, e questo non mi sembra tra i peggiori, anzi.  la storia è bellina, perlomeno non è noiosa. Non entro nel merito degli “attori” (chiaro eufemismo), visto comunque che il target a cui il film è destinato (adolescenti) non è che guardi film d’autore o cinema di qualità. Basta ci sia Buffy e i’biondino ossigenato.. Colonna sonora rispettabile (Verve, Placebo, Blur…) e abbastanza sprecata per un film del genere.

Nota a margine: non ce la fo a non ridere quando guardo il biondo, troppo simile a Justin Timberlake quando  “cantava” negli  NSYNC, che magari per alcuni potrebbe anche essere una qualità, in tal caso è gradita visita medica.

Voto: 6+. Carino. Tutto a posto, tutto giusto, ma più di questo  sarebbe ridicolo per un film che comunque rimane nell’alveo delle commedie per ragazzi. (di Kumble vedi anche: Just Friends)

 Vitellozzo.

 

 

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