Archivi tag: Keira Knightley

London Boulevard

William Monahan, 2010, UK/USA

urlTrama: Colin Farrell, uscito di prigione, vorrebbe restare lontano dai suoi vecchi amici, e dalla malavita inglese, nella quale è comunque noto e rispettato. Trova lavoro come guardia del corpo della top model Keira Knightley, e i due ovviamente si innamorano. Ma il passato ritorna prepotente.

Film: Girato bene, le strade sudice di Londra sono sempre un piacere per il cinema, la storia regge alla grande, e finalmente ritrovo un Colin Farrell in forma. L’ho sempre ritenuto un attore migliore di parecchi suoi film soprattutto recenti, ma è proprio in questo tipo di film che tira fuori il meglio di sé, quando fa l’assassino/criminale/disperato pieno di angoscia come in Sogni e Delitti di W.Allen, e In Bruges che è anche molto meglio di questo film.
Qui in più c’è Keira, sempre più secca, ma anche brava a essere complice di una bella storia d’amore, senza tante smancerie, molto essenziale.

La storia ricorda tanto Carlito’s Way, questo criminale che vuole solo un po’ di pace e tranquillità ma che non riesce a chiudere i conti con il proprio passato. Gli sono tutti amici solo per interessi, tutti pronti ad averlo al loro fianco ed allo stesso tempo a voltargli le spalle. La soluzione è la fuga d’amore?
Love story, sparatorie finali, strade piene di merda, tutto fatto bene, dai titoli di testa, alla colonna sonora, un bel film, senza pretese, ce ne fossero di polizieschi/noir così.
E alla fine, come in Carlito’s Way, è un ragazzino come Benny Blanco a rovinare tutto. Anzi a rendere il tutto molto bello, un finale come piace a noi, sofferto e vero.

Voto 7: Dai Colin, torna tra noi

Capitano Quint


2 commenti

Archiviato in drammatico, Film, thriller/poliziesco

A Dangeorus Method

David Cronenberg, Fra/Uk/Can/Ger/Sv, 2011, 99 min.

Trama: La storia vera del rapporto tra Sigmund Freud (Viggo Mortensen), Carl Gustave Yung (Michael Fassbender) e Sabina Spielrein (Keira Knightley), tre personalità fondamentali per la nascita del pensiero psicanalitico moderno. Il film attraversa gli anni in cui, dall’incontro tra Yung e Sabina (come sua paziente nevrotica), si passa alla collaborazione tra quest’ultimo e il maestro Freud, alla relazione tra lo stesso Yung e la suddetta nevrotica Knightley (grazie all’influenza dello psichiatra Otto Gross, il quale persuade Yung dalla monogamia), fino alla rottura definitiva tra Freud e Yung.

Il Film: La trama, lo vedete da voi, è piuttosto didascalica; un elenco di avvenimenti che scandiscono il passare degli anni. Mi piacerebbe che il riassunto soprastante fosse solo una piccola parte del racconto, un assaggino tanto per non raccontarvi tutto il film, mi piacerebbe davvero, ma la storia è tutta qua. Eh sì, succede anche ai migliori. Anche i migliori la fanno fuori dal vaso (io la faccio quasi tutti i giorni eppure sono ancora vivo). Con A Dangerous Method Cronenberg  ha sbarellato, alla grande. Ho fatto tanta ma tanta fatica ad arrivare alla fine del film, talmente tanta che l’ho dovuto “spezzare” in due giorni, avvenimento più raro dell’avvistamento di Bigfoot (perchè esiste, davvero). Dal punto di vista storiografico va tutto bene, il rapporto tra Yung e Freud è fedele nelle date alla realtà dei fatti, così come il periodo storico (gli inizi del Novecento) è pienamente riprodotto nella maniera più accurata possibile: il problema è che non sto guardando un programma di Piero Angela, ma un film. E’ la narrazione che non va, troppo debole, lo stesso rapporto di amore e passione tra Yung e Sabina (alla base poi della rottura successiva con Freud) è veramente ridotto all’osso, senza emozione, senza suspence, non c’è tensione. Ma, pensandoci bene, che in questo film c’è qualcosa che non va lo si vede subito leggendo i nomi degli attori: tutti bravi eh (in generale, e anche in questa pellicola), però sono tutti sballati, soprattutto Viggo. Che cazzo c’entra? Ma voi ce lo vedete uno come Mortensen a fare Sigmund Freud e a filosofeggiare, a parlare di pulsioni, di psiche, mentre fuma tranquillo la pipa, quando l’abbiamo visto in A History of Violence e La Promessa dell’Assassino a sbudellare dodicimila stronzi? Dovete ammettere che è un colpo vederlo in questo stato. La Knightley è perfetta per la parte, questo monte di seccume che quando – nelle battute iniziali del film – smascella come un cavallo, sembra davvero malata di mente (anche se a volte esagera nell’interpretazione). Che poi, nel suo voler essere un film drammatico, ci sono delle scene veramente esilaranti (non so se l’effetto sia voluto), come quelle in cui la Knightley la mettono dentro un corpetto da bambina io dico di 8 mesi per farle risaltare quel poco di seno che si ritrova, o come quando Fassbender la sculaccia con la frusta sul letto: vedendole m’è venuto solo da ridere.

Voto: 5. Oh David, non te la prendere eh, siam tra amici. E’ che mi hai abituato a ben altri film e mi aspetto sempre roba all’altezza. In altri casi sarei stato anche più basso. E poi, se proprio c’era la speranza lontana che il film riuscisse a agguantare una sufficienza, questo miraggio si infrange quasi subito al minuto Trentuno, quando entra in scena Cassel (Otto Gross), attore che mi fa leggermente cacare. Leggermente eh.

 Vitellozzo.

3 commenti

Archiviato in drammatico, Film

Last Night

Massy Tadjedin, Usa/Fra, 2010, 92min

Trama: Keira Knightley e Sam Worthington sono sposati, sono belli, ricchi, vivono a New York e ovviamente la loro relazione è in crisi. La fedeltà e la gelosia vengono messi alla prova in una notte, quando lui è in viaggio di lavoro con la collega, Eva Mendes, e lei rivede il suo ex, Guillaume Canet.

Il Film: se fosse stato girato in Italia sarebbe stato il solito film italiano d’amore drammatico con Accorsi e la Golino, magari di Muccino. Il livello della storia è quello. Per fortuna è fatto meglio, e comunque per un racconto di una notte d’amore diciamo che lo scenario di New York aiuta tanto. Per il resto ogni singola battuta, scena, inquadratura è evidentemente diretta da una donna che vuole fare un film per donne che si fanno seghe mentali da donne. La questione in sostanza è questa: lei sta con il mascellone americano di Avatar, ma rivede l’ex ragazzo, che di lavoro fa lo scrittore a Parigi (originalissimo). Lui è obbligato ad un viaggio di lavoro con Eva Mendes, ne farebbe anche a meno però oh è lavoro, tocca farlo. Lui, inspiegabilmente, finisce a letto con la Mendes, e se ne pente (!!!). Keira passa tutta la notte con l’altro, senza fare di fatto niente, ma rivelando un amore intenso tra i due mai cessato. Chi ha fatto peggio? Chi ha tradito di più la fiducia dell’altro? Chi se ne frega?

Film comunque godibile, girato bene, atmosfera giusta, colonna sonora tranquilla a pianoforte, e anche recitato abbastanza bene. Keira nonostante sia sempre più anoressica è brava, Eva nonostante sia sempre più bona è brava, e lui…vabbè poeraccio lui ormai è il coglione di avatar per sempre. Dialoghi e sceneggiatura discutibili, ma può piacere proprio per la sua semplicità. Il finale, l’ultima scena, è bellino e risolleva un po’ il film che stava calando con lentezza. Breve commento maschilista e banale: se uno è ricco sfondato, sta a New York, è sposato con Keira Knightley, e va a letto con Eva Mendes, può avere tutti sti problemi??

Voto 6- :Bastava qualche espressione a cane bastonato in meno del francese, e qualche coscia in più della Mendes. No, però qualcosa manca davvero, perché poteva essere un film interessante, e carina l’idea di svilupparlo praticamente nell’arco di due giorni.

Capitano Quint

Lascia un commento

Archiviato in drammatico, Film