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Hesher è stato Qui

Spencer Susser, Usa, 2010, 106 min.

Trama: T.J è un bambino che ha perso da poche settimane la madre in un incidente stradale. Vive con il padre Paul –  caduto in depressione in uno stato catatonico, imbottito di pillole e semicosciente – e la nonna Madeleine, nella casa di quest’ultima. Quando un giorno il ragazzino mette involontariamente nei guai Hesher (Joseph Gordon-Levitt), uno spiantato che gira per l’America col suo furgone, questo si stabilisce di prepotenza a casa di T.J, col benestare passivo di babbo e nonna del bambino, la quale prende Hesher quasi come un nipote. L’arrivo del nuovo ospite sarà una bomba per tutti: Hesher – in un modo tutto suo – aiuterà la famiglia a recuperare i cocci di una tragedia ancora troppo fresca, oltre che ricostruire un rapporto padre-figlio congelatosi con la morte della madre.

Il Film: E’ carino. La storia è abbastanza inverosimile, voglio dire, che uno sconosciuto metallaro si stabilisca in casa tua a tua insaputa a guardare porno via cavo e fumare marijuana senza che uno faccia qualcosa per mandarlo a cacare, come è molto più che irreale che la cassiera del minimarket sotto casa sia Natalie Portman (se conoscete qualche commessa del genere ditemi il posto che mi muovo subito). Detto questo, la storia ha un senso e porta con se un messaggio che, seppure veramente ma veramente banale e “americano” nella sua retoricità, funziona: anche se le cose vanno male, e continuano ad andare peggio ogni giorno, bisogna comunque mettersi sotto e pedalare, cercare di rialzarsi sempre. Il fatto che latore di questo originale messaggio sia uno che fa quel cazzo che gli pare dalla mattina alla sera, che da fuoco alle macchine e lancia molotov alla polizia come se fossero coriandoli, è strano, ma divertente.

Gordon-Levitt (l’indimenticato protagonista del film “Angeli”) di solito ha sempre interpretato personaggi più che normali di storie più che ordinarie, il classico bravo ragazzo; devo dire che vederlo in queste condizioni coi capelli lunghi, la barba sfatta, tatuato fino al buco del culo, fa un po’ effetto. Comunque il ragazzo è bravo davvero, non a caso si sta facendo strada alla grande (vedi una parte mica da poco nel prossimo Cavaliere Oscuro di Nolan). E’ bello anche che l’attore si sia ispirato al defunto bassista dei Metallica, Cliff Burton, per entrare meglio nella parte, non so ma, rende tutto più vero. La presenza di Natalie Portman è evidentemente dovuta alla sua partecipazione come produttrice della pellicola, e comunque non stona affatto. Capitolo colonna sonora: per un film del genere, che già dalla locandina si presenta “benino” in quanto a contenuti metal (chi conosce i Metallica sa a cosa mi riferisco), mi sarei aspettato qualcosa di più. Ok, ci sono ovviamente brani tratti da Kill ‘Em All (uno dei migliori dei Metallica, ma questa è un’altra storia), Muster of Puppets e Ride The Lightning, e qualcosina anche dei Motorhead (oltre alla maglia del protagonista), però ci voleva ancora altro, un po’ più di brani di esponenti del genere sarebbero stati graditi e non avrebbero certo impoverito il film, semmai il contrario.

Voto: 6.5. Film per quelli che amano vedere azioni un po’ alla cazzo di cane, dialoghi molto scurrili accompagnati da musica tosta davvero, e Natalie Portman, che scoppia sempre di salute. E poco importa se il finale è a lieto fine, non sarei comunque mai riuscito a concepire un epilogo più felice di questo, in cui i protagonisti – scappati da una chiesa –  passeggiano per la città portandosi una bara appresso. Col morto dentro.

Vitellozzo.

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Amici, amanti e…

Ivan Reitman, Usa, 2011, 108 min.

Trama: Emma (Natalie Portman) e Adam (Ashton Kutcher) si conoscono fin dall’infanzia, quando lei, quattordicenne, al campeggio respinge Adam, impacciato e goffo. Da adulti, anni dopo, s’incontrano per caso e finiscono a letto insieme. Decidono di avere una semplice relazione “tra le lenzuola”, senza coinvolgimenti emotivi, tra i ritagli di tempo che le loro carriere comportano. Scopriranno che i loro propositi non sono così facili da realizzare..

Il Film: Se qualcuno di voi si sta chiedendo come mai il cinema americano è entrato in crisi, questo film è la risposta: mancano storie, storie nuove. Sceneggiature scritte con i piedi per film da Blockbuster (ora più nemmeno quello, visto che sta chiudendo ovunque, bah).

In “Amici, Amanti e…” è tutto già visto, la solita storiella romantica un po’ melensa tra due superbellocci del cinema che non aggiunge nulla a film dello stesso genere. Possono due amici fare sesso senza compromettersi dal punto di vista sentimentale? No cazzo, no. Non c’è bisogno di farci un film sopra, lo sappiamo già come va a finire (non ve lo dico giusto per rispetto di chi non l’ha ancora visto, anche se spero vivamente che troviate qualcosa di meglio da fare). Battute scontate, non si ride mai, mai nemmeno per errore. Brutto, brutto. Un capitolo a parte meritano poi gli attori. Mentre per quanto riguarda la mascella di Kutcher, si può dire che il ragazzo più di così non può dare, non ce la fa, molto di più mi sarei aspettato da Natalie Portman. Mi sorge un dubbio: non è che gli Oscar li regalano? No perché, se al suo posto ci avessero messo un’attrice di Centovetrine, non avrei notato la differenza.

Voto: 4,5. C’è di meglio in giro dello stesso genere, e per fortuna non bisogna fare una gran fatica per trovarlo.

Vitellozzo. 

 

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