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Libidine per Sempre

Jerry CalàMi scuso subito con chi leggerà questo articolo, perché è una cazzata. Anche definirlo articolo lo è. Beninteso, è una cazzata anche l’argomento, però pace, ormai l’ho buttato giù e lo pubblico. Piena estate, le diecieventisette di sera, e sono in mutande coi ventilatore in faccia a velocità tre dico tre tipo ventole di un boing 777, quindi permettetemelo. Permettetemi di elogiare un grande artista, che ogni volta che lo vedo in tv o su qualche giornalino da cesso, mi mette sempre tanta allegria, soprattutto in questo periodo dell’anno, quando – coi palinsesti morti – un suo film la tv me lo regala sempre: Jerry Calà. Sono le diecieventisette e me lo immagino alla Capannina, a Forte dei Marmi, con la camicia bianca da home viveur che canta Maracaibo tutto di gola e si sganascia le ginocchia da sessantenne cercando di coinvolgere il pubblico ultratrentenne con mosse e balletti vari. Sono le diecieventisette e lo vedo chiaramente, lì, sul palco, che sfodera le sue battute migliori, come l’immortale “non sono bello, piaccio” e mi fa la sua faccina delle grandi occasioni alla “capittoooò??!”. Sono le diecieventisette e mi rendo conto che qualche risata con lui me la son sempre fatta, sempre. Scorro su Youtube qualche spezzone dei film in cui ha “recitato”, da I Fichissimi con un ottimo Abatantuono, allo sketch del cesso con le fiamme di Vado a vivere da solo, alla “libidine coi fiocchi” di Bomber. E poi via con Sapore di mare, Vacanze di Natale (si, era il primo, il capostipite di una saga merdosa che più merdosa non si può, ma era il primo, e aveva anche una certa dignità), Il ragazzo del Pony Express, Yuppies ecc ecc…Cinema nemmeno da serie B, ma anche da Eccellenza scarsa, soprattutto le ultime pellicole in ordine di tempo, però oh, con tutto che gente come Neri Parenti o i Vanzina o Castellano & Pipolo dovrebbe essere allontanata da una cinepresa con un ordine restrittivo, non gli posso volere male, a Jerry. Anche nella sua forma più cerebrolesa in piena demenza senile degli ultimi tempi quando, appunto, nonostante l’età avanzata, continua a fare serate come un qualsiasi tronista dell’ultima ora, nella veste di perenne ragazzino dalla battuta pronta, arrogantello e piacione con le donne, non rendendosi minimamente conto che gli anni passano per tutti – anche per lui – ho sempre quell’immagine nella testa, quell’immagine scanzonata e dissacrante di Calà che prende tutti per il culo, tutto alla leggera, e mi fa ancora sorridere.

Sicchè quando la Capannina la butteranno giù, e Jerry sarà senza casa e senza il suo pubblico, una capannina glie la costruisco io qui a casa mia, così la sera lo piazzo lì, e lui è contento. Capannina “Diecieventisette”. Doppia libidine.

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Un Qualsiasi Film Di Fausto Brizzi


Trama
: prendi un secchio di merda, rovescialo su una storia d’amore: hai un film di Fausto Brizzi

I Film: ma chi è che ha scoperto il talento di Faustobrizzi (mi dà noia anche solo il nome), chi è il suo maestro? Da wikipedia: “Ha scritto inoltre una dozzina di film di grande successo (tra gli altri: Bodyguards, Merry Christmas, Natale sul Nilo, Natale in India, Christmas in love, Natale a Miami, Natale a New York, Natale in crociera, tutti per la regia di Neri Parenti)”. Potrei anche fermarmi qui. E invece Faustobrizzi dopo aver scritto tutte queste commedie che hanno permesso al cinema italiano di essere quello che è oggi, decide di fare il grande salto, basta, i film me li scrivo e me li dirigo da me, ecco, bravo Faustobrizzi, ottima idea. Opera prima: Notte Prima Degli Esami, va bene dai una cacatina per ragazzini spensierata ci sta, basta così. Invece insiste, è convinto del progetto e l’anno dopo, nel 2006, fa uscire Notte Prima Degli Esami Oggi. Seguono senza tregua Ex (2009), Maschi contro Femmine (2010), Femmine contro Maschi (2011), notare anche la ricerca del titolo. Tutti questi ovviamente sono successi incredibili al botteghino, che quindi portano Faustobrizzi a sfornare un capolavoro dopo l’altro. In tutti ovviamente c’è il magico triangolo lui-lei-l’altra/o, e in tutti come sempre sono molto curati gli ambienti, le tipiche case italiane per un ritratto della gente comune: enormi cucine, divani bianchi ovunque, giochi di vetri e specchi, immense tele alle pareti, chi non si rispecchia in un film di Faustobrizzi?

Siamo nel 2011 e Faustobrizzi decide di pisciare fuori dal vaso. Continua a scrivere per quel fenomeno di Neri Parenti, e gli viene proposto di scrivere la sceneggiatura di un film in particolare: Amici Miei – Come Tutto Ebbe Inizio. La profanazione è stata ampiamente criticata e boicottata, il progetto è andato avanti contro il volere del Maestro Monicelli e godo soprattutto per una cosa: questa merda è costata 15 milioni, e il caro Aurelio De Laurentis ne ha ripresi solo 3. Bene, c’ho piacere almeno tu la smetti, ci hai perso 12 milioni, ci godo. Al carissimo Faustobrizzi invece vorrei dire che non basta chiudere il film con un funerale e questi 4 disperati che continuano a fare la supercazzola. Il funerale del Perozzi è una cosa seria, quegli scherzi, le zingarate, quelle battute diventate un cult sono l’emblema di una comicità mai volgare, una comicità che te Faustobrizzi non sei nemmen riuscito a copiare, figuriamoci a scrivere.

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