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Il Giorno In Più

locandinaTrama: film con Fabio Volo, tratto da un libro di Fabio Volo. Come dice il grande Finocchiaro: “famme capi’…che ce voi convince che la merda è bona?

Il Film: Scene finali:
Lui va per la quarta volta a New York per cercare lei (Isabella Ragonese), non la trova nel suo appartamento,  le scrive una lettera dandole un appuntamento, la mette in un libro, e se ne torna a Milano, pronto a tornare a NY qualche giorno dopo, tanto costa poco. Lei però si è trasferita a Chicago e tutta la roba rimasta nel suo appartamento viene indirizzata verso la discarica. Ora, a stare bassi, penso che la discarica di New York sia grande quanto tutta Firenze, però ovviamente il libro capita nel punto meglio, con vista panoramica sulla città. Un barbone lo trova e lo va a vendere ad un mercatino, una donna lo ruba dalla bancarella, e quando lo apre getta la lettera in un cestino della spazzatura. Ricordo che siamo a New York eh, una delle città con più gente al mondo, immaginiamo quanti cestini ci possano essere. Mega colpo di vento che fa volare solo la lettera tra tutte le carte nel cestino. La lettera vola, vola, e te sei lì che pensi: “se finisce a lei mi incazzo… se finisce a lei mi incazzo”, ed invece arriva ad un venditore italoamericano di hot dog, che la legge e si preoccupa di ritrovare il luogo di lavoro della ragazza, e di fargliela mandare a Chicago. Ce lo vedete no un ciccione che vende hot dog che raccatta uno degli 8miliardi di pezzi di carta per terra e va a farlo spedire?

All’appuntamento Fabio Volo trova proprio lui, che gli spiega l’accaduto, senza dargli speranze sull’avvenuta consegna. Fabietto è rassegnato, c’ha provato, gli è andata male stavolta.
Ed invece chi c’è alle sue spalle?? La stessa sorpresa di quando all’Isola dei Famosi, Pappalardo si doveva girare, stupito, all’arrivo della moglie, ma si girò troppo presto e non c’era nessuno. Poco dopo si dovette rigirare di nuovo facendo finta di essere sorpreso ed emozionato perché proprio non se l’aspettava. Ma almeno lì ho riso.

Voto: 3 ho una foto di una scritta su un muro: “l’amore è quella cosa che mannaggiàcristo” .
C’è più verità in questa frase che in tutti questi film d’amore idioti italiani in cui tutto va bene a tutti per forza.

Capitano Quint

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Amici di Letto

Will Gluck, Usa, 2011, 109 min.

Trama: Una storia solo di sesso tra Mila Kunis e Justin Timberlake che si trasforma col tempo in una storia d’amore, il tutto all’ombra di New York. Solita commedia romantica demmerda.

Il Film: Considerazione generale che vale un po’ per tutti i film di questo tipo: secondo me sono proprio sbagliati alle fondamenta. Sono troppe le cose assolutamente poco credibili e direi anche irritanti che mi tocca vedere nelle commedie. Mentre su altri generi di solito non batto ciglio se vedo situazioni alle volte surreali, proprio perché nei film mi aspetto di vedere qualcosa che nella vita reale non succede, questa considerazione non vale per la commedia. Queste traggono spunto da situazioni che potenzialmente possono riguardare tutti, sketch più o meno divertenti, parenti strambi, situazioni paradossali, e la storia d’amore. Ultimamente invece, le commedie da blockbuster fanno di tutto per essere incredibili nella maniera più patetica. Per prima cosa gli attori scelti non vanno bene, e questo film ne è l’esempio. Ecco, due attori così rendono tutto assurdo, il fatto che Justin Timberlake e Mila Kunis non riescano a trovare la persona ideale è roba da fantascienza, non esiste sulla terra, troppo belli tutti e due per non avere la fila davanti alla porta di casa. Dovrebbero metterci due attori “normali”, non due da copertina, giovani, in carriera, indipendenti e spigliati. Oh ragazzi, ma uno dei re delle commedie negli anni ’80 era Billy Crystal, che poteva essere tutto tranne che bello, o anche da parte femminile una Meg Ryan anni ‘90, che è comunque una bella donna ma non al livello della Kunis. Ti davano cioè l’idea che potessero essere persone comunque raggiungibili, che anche a te povero stronzo  poteva capitare nella vita una cosa del genere. Oggi no. Oggi funziona che il protagonista deve per forza fare un lavoro alternativo artistico sennò non va bene, l’operaio  o l’impiegato gli fa schifo agli sceneggiatori. Oggi funziona che i genitori devono essere più bambini dei propri figli (tipo la mamma di Jamie, che fa tutta l’amicona “e sbatti qui e scopa là”, ma che cazzo è). Ma soprattutto, non esiste nell’universo e non esisterà mai nemmeno se lo vedo che una come Mila Kunis voglia avere un tromba-amico, e ne senta addirittura il bisogno (e Justin si sacrifica piccino della serie se proprio mi tocca lo fo). Passi la casa d’infanzia di lui, sul mare di Los Angeles (fanno colazione direttamente sulla sabbia,la classica abitazione dell’americano medio), passi la mamma sopracitata che ricopre il ruolo che odio di più per un genitore, e cioè quello easy e da eterno bambino. Passi addirittura il dramma di Dylan con il padre malato di Alzheimer; mi vogliono convincere che anche se sei Justin Timberlake le cose vanno comunque male, infilandoci dentro il lato triste della vita, poveri illusi non ci crederò mai, stronzate, Justin se la spassa e anche alla grande. Ma che questi due c’hanno problemi a trovare uno/una che non siano degli idioti totali proprio non passa. L’unica cosa bella del film son le inquadrature dei pezzi di carne di Mila, che abbondano, forse per sopperire ai dialoghi imbarazzanti, non tanto sotto l’aspetto recitativo (su quello non ci sono dubbi), ma proprio a livello di contenuti, non sanno d’un cazzo.

Voto: 4,5. La scena in cui fanno all’ammore nella casa al mare, dopo mesi che c’hanno dato dentro come animali, l’ho trovata penosa, non è sesso è amore, ma vaaccagheerr.

E’ un film distruttivo e basta. Se lo vedi da solo ti piglia male perché Mila Kunis è a un continente di distanza. Se lo vedi con gli amici non ce la fai perché sei sommerso da commenti del tipo lei la spaccherei tutta ecc…Se lo vedi con la tua ragazza è anche peggio perché quando finisce il film e ti giri vedi che non è Mila Kunis, la lacrima di sconforto è d’obbligo (il trauma inverso penso sia meno devastante, come Justin se ne trovano un po’ di più).

Vitellozzo. 

 

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