Archivi tag: venezia

Dieci Inverni

Valerio Mieli, Ita, 2009, 99 min.

Trama: 1999. Camilla (Isabella Ragonese) si trasferisce a Venezia per studiare all’università. Durante il viaggio incontra Silvestro (Michele Riondino), che cerca in tutti i modi di attaccare bottone con la ragazza. Prima semplici conoscenti, poi amici, poi distanti, poi di nuovo amici, poi amanti. Ci vorranno dieci anni per definire il loro rapporto, per fortuna noi lo vediamo in 99 minuti. Sennò sai che palle.

Il Film: m’è garbato. Al di là della storia, che comunque si lascia seguire in maniera piacevole e anche elegante – con loro due che durante i dieci anni/inverni si rincorrono, si cercano, ma sono sempre fuori fase, su due piani diversi, e solo alla fine, dopo esperienze varie che li hanno fatti maturare riescono a stare insieme – quello che forse mi ha fatto piacere questo film sono le inquadrature, e in generale l’ambientazione. Dapprimo una Venezia invernale, acqua, ghiaccio, neve, questa casina tutta da rimettere spoglia di tutto (anche se chiaramente con vista panoramica sulla laguna) teatro della nascita di un qualcosa tra due persone che ci metterà dieci anni per definirsi. Il rapporto tra i due ragazzi cresce con la casa: la prima notte lui ha con se solo un alberello secco (nota informativa, immagino sia un albero di cachi), lei una piantina, nella casa non c’è niente, solo delle coperte e poche altre suppellettili. Poi passano gli anni, e la casa si arricchisce, diventa più intima e familiare, come la conoscenza tra i due, fatta di corrispondenza incessante via mail quando lei è lontano (va a studiare in Russia) o quando sono entrambi nello stesso posto ma distanti per le vicissitudini della vita che li separano. E’ un film onesto, e vero, inquadrature che in certi punti sembrano quasi fatte da un amatore, un po’ smosse, che rendono tutto molto reale. Naturali anche i dialoghi, a tratti brillanti “Io sono Silvestro” “Camilla” “Camilla?? Bel nome Camilla!” “Davvero?” “Beh no, dicevo così per dire”. Riondino non mi convince mai troppo, nei film che ho visto mi è sempre sembrato molto teatrale, un po’ forzato, e anche qui in certe scene è caduto nel vizio, però in generale bene dai. Sulla Isabella devo dire che è sembrata molto convincente, ‘nsomma si vede che non si è improvvisata attrice ma che c’è una base sotto (anche se hai fatto un film di e con Fabio ti perdono dai, resterà solo una piccola macchia sulla tua carriera lo prometto). Per gli amanti della musica un po’ newagefaccioilganzocoipianofortemasonoancheunpoeta c’è una piccola ma significativa partecipazione di Vinicio Capossela, nella veste di se stesso credo, che suona a un matrimonio russo molto allegro.

Voto: 7-. Oh ragazzi il voto l’avete letto da voi, non c’ho niente da dire. Un film tranquillo, bellino e misurato nei toni. Ogni tanto qualcosa di bòno si tira fuori anche noi.

Vitellozzo.

Lascia un commento

Archiviato in commedia, Film

The Tourist

Florian Henckel von Donnersmarck, 2010, Usa, 103 min

Trama : Angelina Jolie sta scappando dai servizi segreti inglesi, interessati a lei in quanto donna di un ladro multimilionario dal volto sconosciuto. Sul treno Parigi-Venezia cerca di depistare gli inseguitori conoscendo un ingenuo e malcapitato professore di matematica, Johnny Depp, e coinvolgendolo in sparatorie, inseguimenti, e chiaramente anche un po’ di russi cattivi, proprio una manciata per non farci mancare niente.

Il Film: allora, senza stare a svelare la vera identità del ladro, punto chiave del film, ma semplicemente ragionando sulla capacità del film di creare suspense: c’è un misterioso uomo di cui non sappiamo l’identità, c’è Angelina Jolie su un treno che deve decidere accanto a chi sedersi, e c’è Johnny Depp, che casualmente è il prescelto su quel treno…ci sarebbero anche altri 50 minuti di film da mandare avanti facendo finta che lui è solo un turista imbranato e timido, che non ha niente a che fare con il ladro, ma comunque diciamo che va bene così, facciamo finta di nulla. Peccato che arrivati a Venezia le cose peggiorino sempre di più. Cattivoni russi incapaci di sparare, corse e salti sui tetti come se niente fosse, cartoline di Venezia per il pubblico americano, e, soprattutto, uso inspiegabile di una serie di attori italiani in ruoli di pochi secondi, tra i quali Marcorè, De Sica, Frassica, che stranamente fa il carabiniere siciliano in una divertentissima e simpaticissima gag in cui finisce in acqua. Ho avuto un colpo al cuore quando dal nulla arriva Raul Bova che prende la Jolie e le dice eccomi ti stavo aspettando come se fosse il ladro. Ma non sono arrivati a tanto, anche se forse era l’unico modo per sorprenderci sul rebus dell’identità.

Quindi in sostanza il film è composto da inquadrature di Angelina (sempre un bel vedere) che cammina sensuale tra uomini che si voltano a guardarla, originali vedute di Venezia, Depp che per un’ora e mezzo si scorda di recitare, e poliziotti dementi che abboccano a qualsiasi inganno. Il tutto per arrivare all’ultima scena in cui si scopre chi è Alexander Pearce, il ladro gentiluomo. E quando il film dovrebbe stupirti, non lo fa.

Voto 3: Remake di un film francese del 2005 (l’utilità di fare un remake dopo 5 anni?), ennesimo fallimento del cinema d’azione americano, che riesce a sprecare una storia potenzialmente interessante.

Capitano Quint

Lascia un commento

Archiviato in azione, Film