Hunger

Steve McQueen, 2008, UK, 96min

Trama: è il vero racconto dei giorni di carcere di Bobby Sands, militante dell’IRA, che decide per la seconda volta di protestare contro il governo inglese, con lo sciopero della fame.

Il Film: Steve McQueen forse non si guadagnerà mai abbastanza fama da non dover più sottolineare il caso di omonimia ogni volta che lo si cita, ma bisogna ammettere che con questo esordio alla regia, e con il successivo e acclamato Shame, sta emergendo molto rapidamente mostrando un gran talento. Vedendo un fiocco di neve che si posa sulle nocche insanguinate di una guardia, ti chiedi se beccare un momento così poetico sia fortuna o bravura del regista, ma continuando la visione ti rendi conto di come stanno le cose. I silenzi così pesanti, le inquadrature degli angoscianti corridoi e delle luride pareti del carcere, le improvvise esplosioni di violenza, e i pochi dialoghi così carichi di tensione, fanno di questo lavoro una grande opera.

L’argomento è delicato, e nonostante sia stato più volte trattato dal cinema inglese/irlandese nel corso degli anni, mantiene tutta la sua drammaticità. Gli scontri tra gli indipendentisti irlandesi dell’IRA e le forze del governo Thatcher, le condizioni igieniche delle carceri inglesi, la violenza delle guardie, e le forme di protesta dei detenuti, sono alla base del primo film di McQueen. Protagonista e grande interprete è Michael Fassbender, che dà un’incredibile prova fisica, perdendo non si sa quanti chili, per mostrarci il pietoso stato in cui Bobby Sands si ridusse decidendo di non mangiare più fino alla morte, sempre e comunque con orgoglio e fierezza.Molto bello il dialogo centrale tra lui e il prete che cerca di farlo desistere, ricevendo in cambio invece la conferma della forza di volontà non solo di Sands ma di tanti altri detenuti disposti a morire allo stesso modo, come cantava De André: “moriamo per delle idee, ma di morte lenta”. E sono proprio l’ideali il vero tema del film, e splendido a riguardo è il titolo Hunger, con il suo doppio significato dell’avere fame: la fame quella fisica, ma soprattutto la fame ideale, la fame di giustizia, il desiderio di libertà. Un capolavoro di film, ti fa stare male.

Voto: 8 Ennesima perla della distribuzione italiana che ha brillantemente deciso di farlo uscire a primavera di quest’anno (solo 4 anni di ritardo), dopo che regista e attore sono stati osannati in tutto il mondo per Shame.

Capitano Quint

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2 commenti

Archiviato in drammatico, Film

2 risposte a “Hunger

  1. laulilla

    sottoscrivo, anche le ultime righe sull’ottusa distribuzione italiana! 🙂

  2. Pingback: Blue Valentine: tre anni di ritardo e poche copie nei cinema italiani | Addictive sweet amber

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